lunedì 10 aprile 2017

Gli animali non vogliono i muri.

Il muro desiderato da Donald Trump tra il Messico e gli Stati Uniti potrebbe avere un effetto devastante sulla fauna selvatica.
http://www.sbs.com.au/news/article/2017/04/09/trumps-border-wall-threatens-mexicos-protected-species
Ogni giorno varcano quel confine giaguari, pecore di montagna e antilopi che vagano liberamente tra il Messico e gli Stati Uniti nelle loro biosfere protette. La costruzione di un muro anti-immigrazione potrebbe significare la scomparsa di queste specie in via di estinzione. 

"Attenzione, passaggio della fauna selvatica", avverte un cartello nel deserto, tra cactus e arbusti vicino all'autostrada verso la città di confine di Sonoyta, nel nord-ovest del Messico. 

Su entrambi i lati della frontiera, sono state stabilite delle aree protette: il nord in Arizona, è il rifugio per la fauna selvatica di Cabeza Prieta. A sud, nello stato messicano di Sonora, c'è la Riserva della Biosfera di Pinacate e del Deserto di Altar, classificati dall'Unesco come patrimonio mondiale. 

Due santuari che coprono 90 chilometri dei più di 3.000 che formano il confine. A differenza degli altri, questa parte non è definita da alcuna barriera di metallo, per la gioia dei cervi, gattopardi, coyote o lupi che costantemente si spostano da un paese all'altro. 

Gli esperti avvertono che i problemi nasceranno con la costruzione del muro voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Programmato per impedire il passaggio dei clandestini e trafficanti di droga, sarebbe devastante per la fauna selvatica della regione. 

In questa zona, dove la temperatura a volte raggiunge i 55° C, le piogge stanno diventando sempre più rare, costringendo gli animali a percorrere sempre maggiori distanze in cerca di acqua, cibo e luoghi di rifugio, dice Miguel Angel Grageda, responsabile delle risorse naturali presso la riserva Pinacate. 

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