sabato 25 marzo 2017

Cellule staminali contro l'impotenza. Basta medicamenti e surrogati!

Sostituire il Viagra con un'iniezione di cellule staminali in situ, l'idea sembra essere promettente per alcuni pazienti (o impazienti, se preferite). 

Sarà possibile sostituire il trattamento Viagra con una liposuzione? Forse, dicono i ricercatori che sembrano ottimisti. 

Uomini che non potevano più avere erezioni dopo l'intervento chirurgico alla prostata a causa del cancro, hanno riacquistato la funzione erettile sufficiente per i rapporti sessuali con tanto di penetrazione con il trattamento a base di cellule staminali, lo studio dice così.

Otto dei 21 uomini trattati sono riusciti a riconquistare la funzione erettile e sessuale, secondo i risultati preliminari "promettenti". 

Presentati sabato al Congresso di Londra della European Association of Urology (EAU) dalla Dott.sa Martha Haahr University Hospital di Odense (Danimarca) e colleghi. 

Questi pazienti avevano postumi da intervento chirurgico ("prostatectomia radicale") realizzato nel contesto del trattamento del cancro alla prostata. 

I ricercatori hanno utilizzato cellule staminali estratte dal grasso addominale dei pazienti con la liposuzione in anestesia generale. Nessuno dei 21 uomini ha riportato effetti collaterali di rilievo del periodo di prova o nell'anno successivo. Le cellule sono state iniettate nel pene. 

Sei mesi dopo il trattamento, 8 su 21 pazienti hanno recuperato la funzione sufficiente per ripristinare l'attività sessuale con penetrazione. Un miglioramento che viene poi tenuto per un anno. 

L'effetto benefico, senza l'uso di farmaci come Viagra o Cialis, è stata osservata solo in pazienti continenti, 8 su 15. L'incontinenza urinaria è uno dei fattori di rischio di rimozione totale la prostata. 

Secondo la Haahr, "questa è la prima volta che la terapia con cellule staminali consente ai pazienti di recuperare la funzione erettile sufficiente per un rapporto sessuale". 

I risultati di questa prima fase studio è stata  progettata per testare la sicurezza del metodo, che suggerisce la possibilità di trattare i pazienti affetti da disfunzione erettile determinata da altre cause, come il diabete, dicono i ricercatori. Tuttavia, "questo è un piccolo studio senza ulteriori controlli (confronti)", ha osservato Martha Haahr. 

Ma la squadra ha ricevuto l'approvazione delle autorità danesi per passare direttamente ad una terza fase che valuti l'efficacia del metodo su un maggior numero di pazienti operati di cancro alla prostata. 

Il test sarà eseguito solo su pazienti continenti e metterà a confronto il trattamento con il placebo. 

"Non v'è dubbio che la terapia a base di cellule staminali diventerà uno strumento importante nel trattamento della disfunzione erettile", secondo il professor Jens Sønksen (Herlev, Danimarca), membro del comitato scientifico del congresso medico EAU. Secondo il Dr. Martha Haahr, le cliniche asiatiche offrono già questo tipo di trattamento, ma senza validazione scientifica. 

venerdì 24 marzo 2017

Contro i piccioni la 'pillola contraccettiva'..

In ogni grande città, proliferano piccioni. Per lottare contro questo problema, Barcellona ha installato distributori di semi contraccettivi. 
85.000. Questo è il numero di piccioni che vivono tranquillamente insieme all'uomo a Barcellona, in Spagna. Una piaga che ha spinto a prendere il controllo della città grazie all'installazione di una nuova arma, si legge su Digital Barcelona: distributori di alimenti contraccettivi, ("per un controllo etico"). 

Quaranta di questi sono installati nelle strade della città catalana e caricati ogni mattina, quando, cioè, i piccioni mangiano. Si tratta di semi di mais con una spolverta di nicarbazina. Questa sostanza viene utilizzata anche negli allevamenti di pollame, influisce sulla riproduzione dei volatili. 

I funzionari municipali sperano di ridurre la popolazione di piccioni dal 20 al 30% il primo anno e dal 50 al 70% dopo cinque anni. Il metodo ha già mostrato la sua efficacia a Genova, Venezia ed altre città italiane. 

Molte altre città, scelgono di installare delle piccionaie. Una volta che le uova vengono deposte in questi residence, sono recuperate e distrutte o sterilizzate. 

Il 12 marzo, Anne Hidalgo ha anche annunciato la sua volontà di lottare di più contro quelli che danno da mangiare ai piccioni. Ogni anno una coppia può dare vita a sedici piccioncini. 

Al di là del rumore, gli uccelli rappresentano un problema di sicurezza pubblica. Infatti, essi possono trasmettere malattie come Newcastle (con quasi nessun effetto sugli esseri umani attecchisce sugli uccellini domestici) o la salmonellosiben più pericolosa per l'uomo. I loro escrementi, altamente corrosivi, causano anche danni considerevoli.

giovedì 23 marzo 2017

Il clima influenza le forme del naso.

La forma e le dimensioni del naso si sono evolute per adattarsi a diversi tipi di clima sulla Terra, dice uno studio condotto su 476 volontari, pubblicato giovedi sulla rivista scientifica PLOS Genetics

http://journals.plos.org/plosgenetics/article?id=10.1371/journal.pgen.1006616
I risultati di questo lavoro, evidenziano gli autori, confermano studi precedenti secondo i quali le persone i cui antenati siano vissuti in un clima caldo e umido tendevano ad avere più ampie narici dei discendenti di popolazioni con climi freddi e secchi. Secondo loro, le narici strette contribuiscono ad aumentare l'umidità dell'aria mentre la riscaldano, il che è significativo per le regioni più fredde e asciutte. 

L'aria fredda e secca non è un bene per le vie respiratorie, ha osservato Arslan Zaidi, del dipartimento di antropologia alla Pennsylvania State University. "Non c'è una forma migliore di naso in assoluto, tant'è che i nostri antenati si sono adattati al loro ambiente". 

Il team scientifico internazionale ha utilizzato immagini in 3D per misurare la forma del naso di 476 volontari i cui antenati vivevano in Asia meridionale e orientale, Africa Occidentale e Nord Europa. 

Hanno riconosciuto che la storia dell'evoluzione del naso era complessa e avanzata così da dirci che altri fattori possono aver giocato un ruolo importante, tra questi le preferenze culturali nella scelta del partner sessuale. Analizzare questo sviluppo ed adattamento climatico nasale potrebbe avere un impatto medico e antropologico. 

Infatti, "gli studi ambientali sull'adattamento umano sono essenziali per la nostra comprensione delle malattie e potrebbe far luce sulle origini di alcune malattie, come l'anemia falciforme, l'allergia al lattosio o il cancro pelle che sono più comuni in alcune popolazioni", hanno sottolineato gli scienziati. 

Pensano sia opportuno approfondire l'argomento per il fatto che la forma del naso e le dimensioni della cavità nasale sono legati al rischio di malattie respiratorie quando una persona vive in un clima diverso da quello dove sono vissuti i suoi antenati. 

mercoledì 22 marzo 2017

La macchina, sogno dell'adolescente. prima del trasporto pubblico. Ma poi...

Uno studio mostra che per la mobilità, sotto i 18 anni, i giovani preferiscono l'auto al trasporto pubblico, ma ... 

https://actu.epfl.ch/news/european-teens-especially-girls-dream-about-cars/
Per le ragazze, la sicurezza
nei trasporti è una vera sfida
La macchina continua a far sognare gli adolescenti, per loro la patente di guida è parte del curriculum vitae. Ma quando entrano nella vita lavorativa, la loro posizione si evolve, notano alla EPFL

I ricercatori del Laboratorio di Sociologia Urbana hanno elaborato gli 8.000 questionari compilati dai giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni, selezionati sulla base di un'analisi dei termini utilizzati in quasi tre milioni di Tweets. Si sono concentrati su cinque paesi europei: Italia, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna. 

La macchina è veloce, conveniente, comoda e sicura. I risultati sembrerebbero in contraddizione con altri studi che evidenziano una crescente disaffezione per il settore automobilistico, dimostrato dall'altrettanto crescente procrastinare dell'età del conseguimento della licenza di guida.

I sociologi dicono che la questione è più complessa. Il primo dato del loro studio verifica che nei cinque paesi, l'auto è ancora molto apprezzata, dice Drevon Guillaume, uno dei ricercatori. Anche se tre quarti dei giovani credono che le questioni ambientali siano importanti, tra l'84 e il 92% di questi, considera la patente di guida una priorità.

"Fa parte del CV, accanto al liceo, alle scuole superiori. Rimane una garanzia di indipendenza, autonomia e libertà", dice Drevon. La passione, tuttavia, non è cieca dice lo studioso. Quando gli adolescenti raggiungono l'età adulta, mettono in discussione questa loro posizione.

Quando i ragazzi iniziano gli studi, la consapevolezza ambientale aumenta, molti si stabiliscono in aree ben servite dai mezzi pubblici e, in parallelo, devono tener conto della gestione del proprio budget, spesso, limitato. Questi elementi si combinano e inducono a posporre il passaggio della patente di guida. La constatazione dei ricercatori viene prudentemente rimandata di 10 o 15 anni, quando gli adolescenti intervistati avranno 30-35 anni per vedere se questo non sia un effetto generazionale. 

L'altra sorpresa dello studio è che le ragazze più che i ragazzi indicano gli aspetti positivi della vettura. "Per le adolescenti, la macchina evoca un'immagine rassicurante. Per le ragazze, la sicurezza nei trasporti pubblici e le aree pedonali è una vera sfida". 

Nei confronti della macchina, gli altri mezzi di trasporto godono di pessima reputazione, tra gli adolescenti, per delle ragioni a volte contrastanti. 

I trasporti pubblici non sono popolari. "Per i giovani, essi sono principalmente correlati ai trasferimenti, da e per la scuola, che vengono spesso effettuati in condizioni precarie e in momenti meno favorevoli", dice uno dei ricercatori del team. 

La moto non suscita molto entusiasmo, tranne che in Italia e, in misura minore, in Spagna. Vien vista soprattutto come rapida, ma pericolosa. Per quanto riguarda la bicicletta, ha un'immagine positiva, dal 33% (Regno Unito) al 46% (Francia) tra i minori. Considerata nel contempo faticosa e sana. 

Questa è la prima volta che i sociologi dedicano i loro studi ai rapporti di questa età con la mobilità, dice l'EPFL. Per loro, lo scopo di questo lavoro - finanziato dalla Toyota, precisano - è vedere perché una popolazione, in gran parte dipendente, non si ponga ancora di fronte al problema ed alle scelte sulla mobilità. 

Essi hanno scoperto che è durante l'adolescenza che si forma la cultura della mobilità e che è strettamente legata al contesto familiare: orari, incontri, luoghi da evitare, il permissivismo, l'immagine dell'auto. Per concludere che gli sforzi per promuovere le modalità di trasporto alternativi dovrebbero, quindi, anche essere affrontate dalla popolazione. 

martedì 21 marzo 2017

L'Italia al 48° posto tra le nazioni felici del mondo. Prima la Norvegia.

La Norvegia guida la classifica, seguita da Danimarca e Islanda, in base al programma lanciato dalle Nazioni Unite. 
http://worldhappiness.report/
Finita al 4° posto lo scorso anno, la Norvegia ha raggiunto il 1° posto, seguita da Danimarca, Islanda e Svizzera, secondo la classifica del World Happiness Report - Rapporto Mondiale sulla Felicità 2017, che ha lo scopo di integrare benessere alle statistiche statali. L'Italia si piazza al 48° posto mentre lo scorso anno era al 50°. 

Il primo Ministro norvegese Erna Solberg ha detto con modestia, salutando "un bel riconoscimento questo lunedi mattina". 

"Anche se siamo ora in capo alla classifica, continuiamo a dare priorità alla cura delle malattie mentall, a migliorare il monitoraggio dei bambini e dei giovani, perché molti sono ancora in difficoltà". 

Il rapporto si basa su una serie di indicatori per misurare il benessere, oltre agli indicatori puramente economici. 

"I primi quattro paesi si presentano molto bene rispetto a tutti i principali fattori che promuovono la felicità, la compassione, la libertà, la generosità, l'onestà, la salute, il reddito e il buon governo", ci dice il rapporto. 
La Finlandia (5°), i Paesi Bassi (6°), il Canada (7°), la Nuova Zelanda (8°), l'Australia e la Svezia a pari merito sono al 9° posto, completano, così, i primi dieci paesi "più felici".

Tutti sono paesi sviluppati e ricchi. Ma il denaro non è l'unico ingrediente nella ricetta della felicità. 

Tra i paesi più ricchi, le differenze nei livelli di felicità hanno molto a che fare con "le differenze di salute mentale, salute fisica e rapporti personali: la più grande fonte di miseria è malattia mentale", secondo il rapporto. 

"Le differenze di reddito sono più importanti nei paesi poveri, ma anche per loro la malattia mentale è una delle principali fonti di miseria", aggiungono gli autori

Un altro grande paese, la Cina ha compiuto progressi economici significativi degli ultimi anni. Ma la sua gente non è più felice di quanto non lo fosse negli ultimi 25 anni, leggo sempre dal rapporto. 

Gli Stati Uniti invece sono scesi dal dal 13° al 14° posto a causa dei tagli ai programmi sociali e ad una maggiore corruzione. Questi stessi fattori spiegano perché i paesi nordici stiano facendo meglio sulla scala della felicità. 

La Francia meglio dell'Italia ma molto indietro, in leggero aumento in questa nuova classifica e passe dal 32° al 31° posto. 

Fanalino di coda il Centro Africa, che chiude questa classifica di 155 paesi.