sabato 8 aprile 2017

Il "Museo della merda". "Merdacotta". Se ne parla nel mondo

Un contadino italiano sensibile allo sviluppo sostenibile, ha deciso di mostrare le feci del suo bestiame. 
http://www.museodellamerda.org/about/
L'argomento, diciamo così, molto sensibile, non è affatto lontano dalle tendenze recenti, un po' dappertutto l'esposizione di questo tipo di prodotto raccoglie entusiasmi ed interesse. (vedi anche img Getty merda di dinosauro). Si presta anche a tante considerazioni non lontane anche dai dibattiti politici. Ma questo post, se non conoscete l'argomento vi stupirà, senza ricorrere ai testi del grande Fabrizio De André. 

Un museo della merda ... L'idea sembra disgustosa ma a Castelbosco, nella campagna italiana, non ha nulla di volgare, perché la sua filosofia è direttamente correlata allo sviluppo sostenibile: come creare valore dal più basso dei materiali? 

Piuttosto che un museo, per il creatore, è un concetto nato da una constatazione: lo sterco di vacca, le montagne che vengono lasciate da centinaia di mucche nella grande azienda agricola, ad un centinaio di chilometri a sud di Milano. 

"L'idea è nata di un'esigenza principale, quella di approfittare di tutte le feci di animali, ma ecologicamente, siamo riusciti a trasformarle in qualcosa di utile", sostiene Gianantonio Locatelli, gentiluomo di campagna di 61 anni. 

Nelle sue varie fattorie, i 3.500 bovini producono, ogni giorno, 550 quintali (55 tonnellate) di latte per la produzione di Grana Padano. Meno glamour, ma è così, generano anche 1.500 quintali (150 tonnellate) di liquami, un vero e proprio rompicapo da gestire. 

Piuttosto che subire passivamente, M. Locatelli ha deciso di affrontare la situazione con un ingegnoso sistema. Le feci raccolte sono collocate in marchingegni digerenti, grandi vasche entro cui i batteri convertono tutto ciò in metano biologico. All'incauto e non attrezzato visitatore si presenterebbero avvolte da un odore nauseabondo ... Il metano viene poi bruciato dai motori per generare elettricità, che viene poi ceduta all'azienda. Vengono prodotti 3 MWh, equivalenti al consumo per l'illuminazione di un paese da 3000 a 4000 abitanti.

L'acqua utilizzata per raffreddare i motori, che esce ad una temperatura di 100 gradi, a sua volta, consente di riscaldare la fattoria e le stalle ad anche i digeritori che hanno bisogno di una temperatura di regime di 40 gradi. 

Parte del letame dei digeritori in esubero a sua volta diventa fertilizzante, "Merdame" (che è anche un hashtag piuttosto frequentato su twitter e non ha certo origini francesi), che verrà poi commercializzato nei supermercati, dice il titolare, che in genere preferisce glissare sull'ammontare di tutti gli investimenti fatti. 

Ultimo ma non meno importante, una parte di letame dei digeritori in libera uscita serve anche ad una linea artistica di ... stoviglie e oggetti di uso quotidiano. 

http://www.museodellamerda.org/prodotti/   La "Merdacotta" deriva da un mix: sterco associato ad argilla, in Toscana, con una "chiave, piccolo segreto". Mattoni, piastrelle, vasi da fiori, piatti e brocche ... Gli oggetti sono rustici ed eleganti. 

La Merdacotta "è un prodotto rivoluzionario", "a metà strada tra la plastica e terracotta", si entusiasma il Locatelli, riportato dalle testate giornalistiche più autorevoli di tutto il mondo. 

Il museo istituito nel 2005 ha sede nell'azienda, dove i nasi più sensibili non hanno nulla da temere, questi oggetti hanno un posto speciale.

http://www.museodellamerda.org/the-museum/scarabeo/Colpisce lo scarabeo sacro, il simbolo del museo, perché è in grado di formare e trasportare grandi palle di sterco utilizzato per alimentare le larve. 

Il museo presenta anche opere d'arte, tra cui le virtù terapeutiche, dipinti effettuati con basi di merda liquida o un estratto de "Il fantasma della libertà" di Luis Bunuel, dove le scale di valori tra cibo e servizi igienici si inverte ... e lo sberleffo prevale, irriverente e gustoso. 


Progettato con l'architetto Luca Cipelletti, è un riflesso del pensiero dell'allevatore. 

Lui che ha studiato Agricoltura in Canada quando aveva vent'anni e si è abbeverato alle fonti di Andy Warhol nel suo soggiorno a New York è anche un collezionista (ma non gli piace il termine) e amante dell'arte concettuale, il Fluxus

"La merda è percepita come qualcosa di volgare, maleodorante, come il materiale più vile", dice e intende "riabilitare la parola e cambiare la sua visione a 360 gradi". 

La collezione Merdacotta ha ricevuto l'anno scorso il premio del Salone del design della Fiera di Milano, la ricompensa per questa folle idea di "trasformare la merda in qualcosa di grazioso". 

Mentre la produzione del latte è stata colpita negli ultimi anni dal forte calo dei prezzi, può contare sul suo sistema ecologico "che ha anche creato un business". 

In questo senso, "Posso solo ringraziare la merda", dice in modo simpaticamente provocatorio. 
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