mercoledì 23 agosto 2017

Hanno bisogno di un nome per esistere ed essere riconosciute

L'arcipelago ora conta 16.056 isole e non finisce qui. Da dodici anni, l'Indonesia ha inviato spedizioni attraverso il suo vasto arcipelago per contare e denominare le sue migliaia di isole. Un vero rompicapo, ma anche un censimento vitale per il riconoscimento internazionale del suo territorio. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_dell%27Indonesia
L'arcipelago più grande al mondo conta oggi 16.056 isole. Questo numero è stato appena convalidato dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui nomi geografici (UNGEGN - United Nations Group of Experts on Geographical Names) il 18 agosto a New York. 

Una cifra provvisoria, come ricorda il quotidiano Kompas: 'Nel 2012, 13.466 isole sono state registrate presso l'ONU durante la decima conferenza sulla standardizzazione dei nomi geografici'. 

Tra il 2015 e il luglio 2017, l'Indonesia ha stabilito i nomi e le coordinate di 2.590 altre isole precedentemente non nominate o non identificate. Grazie ad un censimento condotto dal Geospatial Information Standard (GIS), l'autorità incaricata dei nomi dei paesi, in collaborazione con i Ministeri della Marina e della Pesca, dei Centri Idrografici e Oceanografici della Marina e dei governi regionali. 

Kompas sottolinea l'importanza di questa convalida alle Nazioni Unite. L'Indonesia ha ancora un amaro ricordo della perdita delle due piccole isole di Sipadan e Ligitan nel Mare di Celebes, la cui sovranità fu assegnata alla Malesia dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja nel 2002. Dalla sua indipendenza, nel 1945, questo stato-arcipelago aveva prestato poca attenzione al censimento delle sue isole, il conteggio variava notevolmente da un dipartimento all'altro. 

Nel 1987, il Centro Idrografico e Oceanografico della Marina censiva 17.508 isole, di cui 11 801 senza nome. Nel 2003, il Ministero della Ricerca e della Tecnologia annunciava, sulla base di fotografie satellitari, che l'Indonesia aveva 18.110 isole, mentre Istituto Nazionale Aeronautico e Spaziale ne scodellava solo 18.108. 

Nello stesso anno, il ministero dell'Interno formalizzava, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali, l'esistenza di 7870 isole denominate e 9.626 isole senza nome. Le Nazioni Unite non hanno mai cessato di ripetere: 'Abbiamo bisogno di nomi, non di numeri'. 

Dopo una serie di spedizioni iniziate nel 2005, il censimento è quasi finito: 'Spero che alla fine del 2017 o al più tardi nel 2018, l'elenco completo dei nomi sarò pronto', ha detto Zainal Abidin Hasanuddin, capo della GIS, a Kompas. Il suo collega, Moh Fifik Syafiudin dice che ci sono ancora circa 850 isole da esplorare, da Jambi a Sumatra fino alla Papuasia, passando per Java-Est, Kalimantan, le piccole Isole della Sonda e delle Molucche. 

Infatti, le immagini satellitari non sono sufficienti. Si deve andare fisicamente, di persona, a volte, in queste piccole isole, spesso con difficoltà perché diffuse in un oceano tumultuoso, per sapere se sono abitate, quale sia la loro vegetazione, il loro potenziale agricolo e turistico. 

"Soprattutto, assicurarsi che esse corrispondano alla definizione di isola stabilita dai criteri delle Nazioni Unite: non devono essere sommerse dall'alta marea e con la bassa marea, non dovrebbero essere collegate ad altra isola o terra vicina". 

martedì 22 agosto 2017

'Più è corta meno paghi': La discoteca dove le minigonne fanno risparmiare.

Gonne corte e alcool: una discoteca francese piuttosto controversa
http://www.nicematin.com/faits-de-societe/cette-celebre-boite-de-nuit-de-la-cote-dazur-offre-des-consos-en-fonction-de-la-taille-des-jupes-des-filles-160945
Secondo 'Nice-Matin', una discoteca della Costa Azzurra, è al centro di una controversia dopo aver rivelato il tema del suo venerdì sera sui social. 

"Plus c'est court, plus ça rapporte" (Più è corta, meglio è)'. Con un tale slogan, non c'è da meravigliarsi che la discoteca Le Carré-Annexe, a Saint-Laurent-du-Var nelle Alpi Marittime, abbia attirato mezzo mondo per la sua serata del 18 agosto. 

Il concetto era semplice: le donne, con la gonna corta, spendevano meno in alcol e in ingresso. Più era corta più il costo tendeva verso lo zero. 

Nice Matin sottolinea che l'organizzazione ha distribuito un listino prezzi a seconda della lunghezza della gonna. Esempio: sotto 25 centimetri, l'ingresso alla discoteca era libero, al di sotto di 23 centimetri scattava il drink offerto in base ai centimetri. 

Avrebbe anche offerto una bottiglia di rosé a coloro che avessero avuto il coraggio di sbarcare con una gonna al massimo di 18 centimetri! E come indicizzare il tasso alcolico in base alla leggerezza del loro abbigliamento ... 

La discriminazione sessuale dell'invito non è sfuggita ai surfisti. L'Annexe ha voluto promuovere l'evento sui social network con un video farcito di immagini 'sexy'

É al centro di una polemica, molti internauti denunciano gli organizzatori di sessismo, dice Nice-Matin. 

'Come osi chiedere alle giovani donne di mostrare il culo contro dell'alcol?'' Protesta una giovane donna. 'A diventare senza dignità, cosa si guadagna?'', chiede un altra. L'organizzazione non ha risposto alle domande dei Nice-Matin, ma ha condiviso sulla sua pagina Facebook un articolo critico del quotidiano. 

Un cattivo buzz, è sempre un buzz (ronzio): Sabato mattina, i dirigenti del club avevano ancora pubblicato un piccolo messaggio per i loro detrattori, accompagnato da un video della serata: 'Grazie a tutti quelli che hanno polemizzato, perchè ci ha permesso di avere nuovi clienti stasera'. 

lunedì 21 agosto 2017

La turismofobia si propaga. Da Est ad Ovest, da Nord a Sud, "Non sei benvenuto"

La "Turismofobia" si sta diffondendo in Europa. Da Barcellona, ​​Venezia o Dubrovnik, l'alluvione di turisti suscita l'ostilità degli abitanti che hanno deciso di riconquistare le loro città. 

https://twitter.com/thetimes/status/892834895944437761/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.lematin.ch%2Fsociete%2Ftourismophobie-propage-europe%2Fstory%2F26630295"Non sei benvenuto": a Barcellona e in altre destinazioni turistiche europee, l'ostilità degli abitanti che hanno deciso di riconquistare le loro città. Dai romantici canali di Venezia ai bastioni di Dubrovnik, passando per l'isola scozzese di Skye, i turisti sono diventati un incubo per alcuni residenti lungo le coste, nonostante la fortuna finanziaria che portano. 

Nel quartiere costiero di Barcellona, ​​gli abitanti hanno protestato da anni contro i fastidi: l'ubriachezza, i rapporti sessuali in strada ... e da ora in poi, l'aumento degli affitti obbligherà anche alcuni a partire. 

"Mai un'estate come questa", "mai più turisti nelle nostre case", "non sei benvenuto", si leggeva sui cartelloni in una manifestazione di abitanti su una spiaggia di solito affollata di turisti. 

Tali azioni, denominate dalla stampa come "turismofobia", esplodono in Spagna, terza destinazione turistica del mondo, sempre più popolare tra i vacanzieri che evitano le instabilità in Tunisia, Egitto o Turchia. 

Un'organizzazione di estrema sinistra ha anche bloccato un autobus turistico a Barcellona all'inizio del mese per poi imbrattare il suo parabrezza con vernice e, a Palma di Maiorca, nelle Isole Baleari, dimostrato sul porto con i fumogeni, dispiegando uno striscione: "Il Turismo uccide Majorca". 

Questo arcipelago molto ricercato ha appena limitato a 623.000 il numero di alloggi turistici e intende ulteriormente ridurre questa cifra nei prossimi anni a 500.000. "La base dell'economia, la base del lavoro e tutto il turismo", ha riconosciuto un residente di 67 anni, "ma è necessario avere un turismo ordinato". 

'Non avrei mai pensato di dover difendere il settore turistico spagnolo', un'attività che produce l'11% della ricchezza del Paese, ha recentemente dichiarato il capo del governo Mariano Rajoy. 

'Il turismo non è il nemico', afferma Taleb Rifai, segretario generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMC), con sede a Madrid. Secondo l'agenzia dell'ONU, uno su dieci posti di lavoro al mondo è legato al settore del turismo, che rappresenta il 10% del PIL mondiale. 

Dal 1995 al 2016, il numero di viaggiatori internazionali è salito da 525 milioni a più di 1,2 miliardi grazie in particolare alle compagnie aeree a basso costo e ai visitatori di mercati emergenti come Cina, India e paesi del Golfo. 

Ma in alcune destinazioni sembra superata la soglia di tolleranza. Questo è il caso della roccaforte di Dubrovnik in Croazia, che è stata ancora più popolare da quando sono stati girati gli episodi della serie televisiva Game of Thrones. 

"A volte per entrare nella vecchia città, devi fare una fila di un'ora a 40° C", dice Ana Belosevic, un' mpiegata nel settore alberghiero. Le autorità della 'perla dell'Adriatico' hanno installato telecamere presso le porte dei bastioni per controllare il flusso dei visitatori e vogliono limitare gli scali delle navi da crociera. 

Dall'altra parte del mare Adriatico, Venezia, 265.000 abitanti e 24 milioni di visitatori l'anno, vuole istituire un sistema di prenotazioni per raggiungere Piazza San Marco durante le ore di punta. Ha imposto multe di 500 euro per i pic-nic a terra o per i tuffi nella laguna. 

A Firenze, le autorità bagnano le strade attorno alla Basilica Santa Croce con un getto d'acqua per impedire che i turisti si fermino troppo. 

Tra le soluzioni proposte, Rafat Ali, fondatore della piattaforma informativa turistica Skift, suggerisce di ripartire i viaggiatori al di fuori dei centri urbani. Ma questo ha esteso il problema ai quartieri finora residenziali, in particolare a causa dell'irruzione delle piattaforme di noleggio stagionale come Airbnb. 

Così a Lisbona, la moltiplicazione di appartamenti turistici ha fatto schizzare prezzi delle case alle stelle nel vecchio quartiere di Alfama. 

'Oggi a Alfama è difficile trovare un affitto con meno di 1.000 euro al mese, un importo enorme per un portoghese il cui stipendio è spesso inferiore a questa somma', ha dichiarato Maria Lurdes Pinheiro, Presidente dell'associazione Assoc. do Património e População de Alfama

Anche nell'isola scozzese di Skye, dal paesaggio selvaggio, le autorità sono preoccupate per la congestione stradale o il degrado ambientale causato da questo boom di presenze. 

'La soluzione facile è dire non più turismo, ma è molto pericoloso', avverte Taleb Rifai. 'Le stesse persone che oggi dicono non vogliamo più il turismo saranno le prime a piangere quando lo perderanno'. 

É ciò che sta accadendo in Turchia, i cui ricavi dal turismo sono diminuiti del 30% nel 2016, anno segnato dagli attentati e dal fallito colpo di stato. 

Il paese ha prolungato le vacanze della festa musulmana del sacrificio (Aïd al-Adha) da sei a dieci giorni nel tentativo di incrementare il turismo interno. 'Troppo il turismo è un problema. Il peggio è quando nessuno viene', dice ironicamente Rafat Ali

domenica 20 agosto 2017

L'esercito libanese sventola la sua bandiera con quella spagnola in segno di 'saluto' alle vittime dell'attacco di Barcellona di giovedì

Beirut avanza contro il Daesh al confine siriano, i soldati hanno sollevato anche una bandiera spagnola su una collina presa a Daesh. 
http://www.bbc.com/news/world-middle-east-40990487
BBC. Le bandiere libanese e spagnola 

I soldati libanesi hanno continuato l'assalto contro le posizioni del gruppo islamico sul confine orientale del paese con la Siria. Hanno ripreso dai jihadisti un quarto del territorio controllato, nella zona. 

L'esercito libanese ha lanciato le sue operazioni sabato nella zona di Ras Baalbeck e Jouroud Jouroud al-Qaa riconquistando circa 30 km2 ai jihadisti. Lo ha annunciato aabato un portavoce militare, il generale Nazih Jreij. Secondo cui, 20 combattenti del Daesh sono uccisi e dieci soldati libanesi feriti negli scontri. 

I soldati libanesi hanno issato la bandiera spagnola su una collina riconquistata al nemico in omaggio alle vittime del doppio attentato in Catalogna, hanno dichiarato le fonti ufficiali. 

Secondo queste, circa 600 combattenti Isis erano presenti nella regione di confine e controllavano un'area stimata intorno ai 120 km2 prima dell'inizio dell'operazione, sabato. Domenica, oggi, l'esercito ha attaccato le posizioni nemiche a Jouroud Ras Baalbeck, secondo l'agenzia libanese ANI

L'annuncio dell'esercito segna la fine di una battaglia del mese di luglio tra Hezbollah ed ex jihadisti legati ad al Qaeda ed i ribelli siriani in un'altra regione del Libano orientale. 

Dopo sei giorni di combattimenti, è stata stabilita una tregua, dopo di che è stato evacuato in Siria un primo contingente di 8.000 persone, soprattutto rifugiati, ma anche jihadisti. Lunedi scorso, gli ultimi ribelli siriani sono stati evacuati dal Libano. 

In contemporanea con l'annuncio dell'esercito, gli Hezbollah hanno detto sabato dell'inizio di un'offensiva per far sloggiare l'IsisI del lato siriano del confine, dove il movimento sciita combatte i ribelli a fianco del regime di Bashar al-Assad. L'esercito libanese ha negato qualsiasi 'coordinamento' con il movimento sciita o con l'esercito siriano. 

Sabato scorso, i combattenti Hezbollah e l'esercito siriano hanno liberato 87 km2 della zona controllata dal Daesh ... nella regione occidentale di Qalamoun', secondo l'agenzia di comunicazione Del Partito di Dio (Hezbollah)

Questa offensiva mentre il gruppo estremista sunnita perde terreno nei confinanti Irak e Siria. Domenica scorsa, il governo iracheno aveva annunciato il lancio di un'operazione sulla sua fortezza Tal Afar, a ovest di Mosul. 

sabato 19 agosto 2017

Il controesodo. Aumentano i rimpatri in Africa.

I "RE-PATS (rimpatriati)" africani, quelli che tornano al lavoro nel loro continente. Sempre più africani tornano alla terra dei loro antenati con nuove opportunità a loro disposizione. 
https://www.theguardian.com/world/2017/feb/05/ethiopia-repats-build-modern-homeland-chefs-musicians-entrepreneurs
Questo è uno dei flagelli che colpiscono l'Africa. Oltre alla mancanza di lavoratori altamente qualificati in settori chiave dell'economia, come le nuove tecnologie, l'estrazione mineraria ..., il continente ha visto un gran numero di laureati nelle sue università o istituti involarsi verso l'Europa, Asia e Nord America dopo i loro studi. Un fenomeno d'espatrio massiccio che ostacola lo sviluppo dei paesi africani. 

Ma con il boom che tocca alcune megalopoli africane, un reflusso lento sembra essersi messo in moto. Gli espatriati rispondono sempre più al richiamo della loro patria, che ora offre loro maggiori opportunità di carriera. Un ingegnere nigeriano o keniano in nuove tecnologie in California potrebbe sperare di trovare una posizione di grande responsabilità nel suo settore a Lagos o Nairobi. in banchiere algerino con sede in Europa vedrà l'opportunità di aprire una società di consulenza in Algeria dove l'economia si sta lentamente liberalizzando. 

Il quotidiano britannico The Guardian, per esempio racconta di come migliaia di giovani etiopi educati e con con le loro famiglie stabilite all'estero, tornano al paese in cui il tasso di crescita si avvicina al 10% già da diversi anni. "Uno delle più lunghi boom economici degli ultimi anni in tutto il mondo, tale da trasformare la vita di decine di milioni di persone e le opportunità di business disponibili che erano inimmaginabili anche solo una generazione fa", così così dice il quotidiano britannico. 

La rivista Inspira Afrika in collaborazione con Avako Africa e Africa France Hanno ricercato e tracciato un profilo di rimpatriati francesi per capire meglio le loro motivazioni attraverso un ampio sondaggio

Ne è venuto fuori che quasi il 38% dei rimpatriati sono dirigenti. Lavorano nel settore bancario e finanziario (19%), marketing e comunicazione (21%) e delle telecomunicazioni (13%). 

Il motivo principale del loro ritorno è quello "di avere un impatto sul continente". il 63% di loro. Il 49% ha avuto un'interessante opportunità professionale e il 22% perché ha sentito la pressione della famiglia per tornare nel continente. 

Ma il 58% dei repats non sono completamente tali in quanto rappresentano il ritorno, ma in nuovo in un altro paese, diverso dal proprio. Infine, la parola "Repat" dovrebbe essere declinata al femminile, perché sono soprattutto le donne, il 58%, a tornare nella terra dei loro antenati.

venerdì 18 agosto 2017

Aggiungere un po' d'acqua al tuo whisky? La chimica approva.

Aggiungere un po' d'acqua nel tuo whisky appena prima di assaggiarlo non è in alcun modo un sacrilegio come alcuni pensano. È addirittura saggio. 
https://lnu.se/mot-linneuniversitetet/aktuellt/nyheter/2017/darfor-smakar-whiskyn-battre-om-den-spads-med-vatten/
Uno studio svedese ha da poco dimostrato che mettendo un po' d'acqua nel whisky si aiuta a rafforzare il suo sapore. Ma tutti non sono certamente della stessa opinione. 

Il Whisky è un acquavite prodotta dalla distillazione di cereali fermentati (spesso orzo). I whisky di malto contengono circa il 70% di alcool, in volume, prima di trascorrere tre anni di invecchiamento in botti di rovere. Durante questo periodo l'alcool evapora parzialmente e il livello dell'alcool scende al 55% - 65%. È quella che vien detta anche 'parte degli angeli'. 

Prima dell'imbottigliamento, il whisky viene diluito con acqua pura per ottenere un tasso alcolico dell 40%. Un passo importante che altera in modo significativo il suo gusto. Poi, al momento di berlo, alcuni amanti della bevanda aggiungono alcune gocce d'acqua nel loro bicchiere per migliorare il suo sapore. I ricercatori svedesi, quelli dell'Università Linnaeus di Kalmar, hanno cercato di capire cosa succede in questa diluizione finale. 

Il gusto del whisky 'è principalmente associato' alle molecole che hanno la caratteristica di avere una parte idrofila (che può legarsi all'acqua) ed una parte idrofoba (che non ama l'acqua). Lo Studio è stato pubblicato in rapporti scientifici come quello di Nature. Una di queste molecole, il guaiacolo, conosciuto, insieme ad altre, per dare un sapore fumoso al whisky. 

È particolarmente presente nei whisky scozzesi, quando l'orzo a base di malto viene affumicato con torba come sull'isola di Islay. Se ne trova meno nei whisky americani o irlandesi. 

Quando si aggiungono poche gocce d'acqua nel bicchiere di whisky, uno degli agenti che permettono di rilasciare più sapori di whisky potrebbe essere il guaiacolo, secondo i ricercatori. Hanno effettuato simulazioni al computer per studiare come l'acqua e l'etanolo (alcool) reagissero in presenza di guaiacolo. 

Hanno trovato che questa molecola è stata preferibilmente localizzata nell'interfaccia liquido-aria, quando il contenuto di etanolo era del 45%, o meno (che corrisponde alle bottiglie di whisky venduto al pubblico). Peraltro, quando il livello di etanolo è salito al 59%, il guaiacolo si è allontanato dalla superficie. 

'Poiché la bevanda viene consumata prima dall'interfaccia liquido-aria, i nostri risultati ci aiutano a capire perché l'aggiunta di acqua può aumentarne il gusto' scrivono i biochimici Bjorn Karlsson e Ran Friedman nello studio. 

"Più in generale, la comprensione di ciò che accade a livello molecolare può 'ottimizzare il gusto degli spiriti', aggiungono gli autori (... e dello spirito! aggiungerei).

giovedì 17 agosto 2017

Per la pressione del turismo, le città più importanti d'Europa si svuotano.

Le grandi città, come Barcellona e Parigi, cercano di arginare l'aumento di affitti stagionali e l'esodo degli abitanti verso la periferia. 
http://www.brockfordpost.it/18-luoghi-piu-belli-danneggiati-dal-turismo/
A Barcellona, ​​Parigi, Londra, Amsterdam e Lisbona, i centri cittadini sono diventati preda di investitori immobiliari. del settore Turismo, con il conseguente aumento degli affitti stagionali, che hanno spinto gli abitanti dei quartieri storici alle periferie delle grandi città. 

Questo è il caso, per esempio, di Manuel, che non riconosce più il Quartiere Gotico di Barcellona, ​​dove ha vissuto per oltre 50 anni. Si lascia percorrere dai ricordi, aggrappato al suo bastone, per le strade del quartiere: i giochi dei bambini, le feste di quartiere, i bar tradizionali, tutto scomparso. 

Oggi, i turisti si riversano nel dedalo di strade, seguendo le guide o portando una carta stradale o muovendosi sulla 'segway' elettrica, ora molto di moda. Gli affitti stagionali fioriscono e i residenti fanno le valigie per spostarsi verso la periferia. 

Manuel, arrivato nel 1962 in Galizia (nord), ha dovuto migrare da Barcellona nel mese di novembre. L'appartamento affittato da 25 anni è stato venduto a un investitore. Aveva pagato 500 euro al mese fino ad ora e non ha trovato niente di più conveniente che trasferirsi: 'Mi sono stati chiesti 1000, 1200, 1500 euro ... Qui era il mio villaggio. Ho avuto tutti i miei amici, la mia attività. Mi sono sposata, i miei figli sono nati lì e ho pensato che vi sarei morto', dice, trattenrndo le lacrime, questo baffuto signore di 76 anni con gli occhiali rotondi spessi. 'Mi sento commosso'. 

La popolazione del distretto è in calo: nel 2015, non si contano più di 15 624 abitanti, contro i 27 470 del 2006. Il 63% degli abitanti sono ora 'fluttuanti', vale a dire persone che affittano in modo molto temporaneo. Nel frattempo, secondo il sito immobiliare 'Idealista', numero uno in Spagna, il prezzo al metro quadro è aumentata in questo trimestre da 14,4 a 19 euro. 

La gente del quartiere gotico di Barcellona, ​​come i centri di Madrid, Parigi, Londra o Amsterdam o di quelli della vecchia Lisbona richiamano speculatori immobiliari e le piattaforme di turismo con affitti stagionali. 'Non si tratta più di gentrificazione, dove una popolazione è sostituita da un altra più agiata. No, è il centro storico che si svuota' denuncia Gala Pine rappresentante locale eletto in quel distretto del centro della città di Ciutat Vella. 

'I centri sono visti come macchine per guadagnare soldi e le classi popolari sono spinte verso la periferia', ha anche denunciato il sociologo spagnolo Daniel Sorando, co-autore di un libro sull'argomento, First We Take Manhattan (la destrucción creativa de las ciudades - Daniel Sorando y Álvaro Ardura). Madrid e Barcellona vogliono organizzare una grande conferenza internazionale sul tema in autunno. 

A Parigi, i residenti preoccupati, quelli del 4° distretto, in cui si trova l'isola Saint Louis e Notre Dame, hanno organizzato per marzo, con la città, un seminario sulla 'desertificazione invisibile' indotta da questi affitti stagionali. Il Sindaco di Parigi ha denunciato all'inizio dell'anno la perdita di 20 000 case in cinque anni, a causa, in particolare, dello sviluppo di case turistiche. 

Questo fenomeno contribuisce davvero ad 'un aumento dei prezzi' e 'un calo della popolazione'. Ad Amsterdam, la ING Bank ha calcolato che le locazioni stagionali di case vacanze portavano ai proprietari 350 euro in più di entrate ogni mese, aumentando i prezzi, dice l'autore dello studio, Senne Janssen. 

Per limitare i danni, Parigi, Londra e Amterdam cercano di imporre una regolamentazione al coaching che permetta di controllarne termini e registrazioni. 
A Berlino, dal 2016, non è più consentito affittare una stanza della propria casa, o tutta la casa solo se si tratta di un pied-a-terre. 
Barcellona, ​​guidata dall'ex attivista per i diritti delle case Ada Colau, ha scelto il modo più severo nel 2016 e ha imposto una multa di 600.000 per la piattaforma Airbnb e HomeAway, accusando loro di affittare appartamenti senza la licenza turistica richiesta dalla città. 
Airbnb Spagna tuttavia, dice che i problemi abitativi erano preesistenti. A Ciutat Vella, ad esempio, 'ci sono tre volte più case vuote (che non sono disponibili per il noleggio) che gli interi elenchi delle case su Airbnb', dice il direttore della comunicazione per la Spagna Andreu Castellano. 

Dati affidabili sull'impatto degli affitti stagionali sui prezzi delle case restano rari. Per Diane Coyle, professore di economia presso l'Università di Manchester e autore di un rapporto sul tema, l'iniziale mancanza di alloggi è spesso sottovalutata. Ma tutti gli esperti intervistati dalle agenzie di stampa ritengono che l'impatto di affitti stagionali sui centri già saturi è importante. 

La città di Gaudì sembra particolarmente colpita dall'aumento dei prezzi, indotti dal turismo intensivo, 30 milioni di visitatori all'anno, in media. La elevata redditività attrae gli speculatori immobiliari, secondo i professionisti del settore la metà dei loro clienti sono stranieri in cerca di una seconda casa o un buon investimento per il noleggio. 

Per chi resta in questi quartieri 'a rischio', la vita è complicata: le strade sono affollate e rumorose e i negozi tradizionali scompaiono. Così, qui e là in Europa, si stanno mobilitando. Quelli di Lavapies, Madrid, hanno protestato con una manifestazione in aprile con valigie a rotelle. 'Se non si è spinti dall'aumento dei prezzi, è la pressione quotidiana che ti fa muovere', afferma Marti Barcellona Cuso, 27 anni, uno degli ultimi di quelli che ancora vivono nel quartiere Gotico. 

'Questo porta alle città senza abitanti, ai quartieri morti' si rammarica Socorro Perez, dottore di ricerca in Geografia Umana presso Barcellona. 'Le città si trasformano in cluster di intrattenimento e di consumo, turismo fast food. Senza i vicini, il senso di appartenenza a una comunità si perde, lo spazio pubblico non è rispettato e il potere politico perde influenza a livello locale, l'elettorato urbano si riduce'. 

Ora, i negozi di Ciutat Vella sono negozi di noleggio di biciclette, negozi di souvenir, ristoranti chic. Dei vecchi negozi, rimane una panetteria e uno di gastronomia. 'Siamo l'ultimo baluardo', dice Anna Perez, figlia dei fondatori della ristorazione, come 'Asterix e Obelix'. 
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Questo post è stato realizzato consultando e riportando il fenomeno descritto dalla stampa internazionale, in particolare quella spagnola e francese. 

vedi anche in questo blog: 
Saturazione turistica. I maiorchini ne hanno piene le scatole della 'feccia' tedesca
Ibiza uno degli inferni turistici fronteggia l'assalto tra le proteste

mercoledì 16 agosto 2017

L'interrogativo del vacanziere di ferragosto. Perchè due cannucce nel mojito?

http://winedharma.com/it/dharmag/agosto-2013/mojito-alla-maracuj-la-ricetta-cocktail-con-ingredienti-e-dosi-di-un-drink-dal-g32 gradi, chiediamo menta, limone e zucchero di canna (maracuja, non sempre si trova). Un luogo aprico, una splendida compagnia, il cameriere porta il mojito come desiderato. Con due cannucce. Come sempre, il dilemma si pone, non sappiamo a cosa diavolo possano servire queste due cannucce. Facciamo finta di niente atteggiandoci al mitico Hemingway che lo beveva sempre, forse ne era dipendente.

https://www.corsiperbarman.it/mojito/Bere alternativamente con ciascuna? Utilizzarle entrambe, nello stesso tempo? Prendere una decisione, certamente audace, ma meno spaventosa, di ricorrere ad un unico aspiratore fino all'ultima goccia?  

A L'Avana, la bevanda si aspira con un'unica cannuccia, informano nelle scuole specializzate i maestri. Perché diavolo allora ci fanno questo scherzetto del paio di plastiche? 

Dice un esperto: "Non v'è alcun fondamento, alcuna spiegazione convincente per la presenza di due cannucce". Forse la ragione è quella di mantenere un momento di convivialità e di condivisione. Una per me, l'altra per te. 

Un'altra ipotesi: se una foglia di menta fosse bloccata in unl condotto, saremmo lieti di avere un ripiego. OK, ma se entrambi sono bloccati, cosa facciamo? Beh, noi soffiamo un bel colpo e ripartiamo ... ma non convince. 

Entrambe le cannucce sono un trucco di questi padroni di bar impertinenti che vogliono farci bere più velocemente. Un'aspirazione uguale due. Perché no. 

Credo di avere la soluzione di un esperto un po' più convincente. "É d'obbligo quando si serve un cocktail long drink, fornire qualcosa per la miscelazione e per il bere", dice. Si mettono una o due cannucce, quelle abbastanza larghe per i mojitos speciali". Finalmente. Avremo meno problemi con i colpi di tequila. 

martedì 15 agosto 2017

Dove basta una mossa di DAB per essere arrestati

Un cantante fa una mossa di "DAB" in un concerto e viene arrestato dalla polizia. In Arabia Saudita il movimento "DAB" "è un pericolo per i giovani e la società". É vietato ... 

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/saudi-arabia-dab-arrest-singer-abdallah-al-shaharani-dance-move-onstage-taif-festival-anti-narcotics-a7885686.html#galleryCari fan del "DAB" siete fortunati a vivere in Italia. Abdallah al Shahani, un cantante saudita, è stato recentemente arrestato per aver eseguito un DAB durante un concerto sul palco di un festival musicale a Taif (Arabia Saudita). 

Il video della scena si è rapidamente diffuso su internet ed altrettanto rapidamente ha procurato seri problemi all'autore, come ha riferito giovedi The Independent che mostra, in un filmato, il gesto 'criminoso'. Il DAB è sul serio un gesto vietato in questo paese. 

Preso in prestito dal mondo del rap americano, il DAB è vietato dalla Commissione nazionale per la lotta contro la droga, sotto il Ministero degli Interni, che vi vede l'incarnazione del "cultura della droga e della decadenza". 

https://twitter.com/NCNC_sa/status/894152807363870720Il Ministero in questione ha utilizzato, anche in questo caso, per ricordare il divieto di DABTwitter, indicando che il gesto "è un pericolo per i giovani e la società". 

Da parte sua, Abdallah al Shahani ha deciso di tenere un profilo basso. Il cantante ha scritto un messaggio su Twitter in cui chiede perdono. 

"Mi scuso rispettosamente con il nostro governo e con il mio pubblico per aver involontariamente e spontaneamente fatto questo movimento al Taif Festival. Prego di accettare le mie scuse", ha scritto l'artista saudita

Secondo The Independent , non è chiaro finora se il cantante sia stato rilasciato. 

lunedì 14 agosto 2017

Nomina sunt omina, il nome è un presagio del futuro. La scienza conferma

Secondo uno studio sociologico, il nostro nome determina la forma del nostro viso. 

http://new.huji.ac.il/en/article/33588I ricercatori israeliani sostengono che il nostro nome determini la forma del nostro viso, perché legato a stereotipi fisici ... 

Saresti stato diverso se avessi avuto un altro nome? Questa è la tesi che sostengono i sociologi della Hebrew University, che hanno dimostrato che il nome dato alla nascita dai genitori ad un bambino agisce sul suo fisico. 

Lo studio si basa sull' effetto Dorian Gray, dal nome del protagonista del romanzo di Oscar Wilde 'Il ritratto di Dorian Gray'. Questo fenomeno rivela l'influenza di fattori interni, come la percezione di sé e la personalità, sui fattori fisici esterni). 

Secondo il Dott Yones Zwebner, direttore della ricerca presso l'Università Ebraica, la logica dell'effetto Dorian Gray può essere invertito. "Precedenti ricerche hanno stabilito che ci sono stereotipi culturali legati al nome", ha scritto nel Journal of Personality and Social Psychology . "Per esempio, le persone tendono ad attribuire un volto più rotondo a chi si chiama Bob piuttosto che a quelli che si chiamano Tim". 

Secondo il suo studio, "questi stereotipi possono anche influenzare l'aspetto del viso delle persone". Così, un ragazzo di nome Bob inconsciamente cerca di attenersi a questo stereotipo e di adottare un viso più rotondo. 

L'aspetto fisico: non è altro che la costruzione sociale determinata, tra le altre cose, dal nome. 

I ricercatori hanno condotto otto studi paralleli chiedendo alle persone sottoposte al test di determinare il nome di uno sconosciuto solo mostrandogli una sua foto. 

Risultato: la percentuale di successo nell'attribuzione dei nomi assegnati a degli sconosciuto è migliore di quella di una scelta casuale. In altre parole, gli stereotipi guidano la scelta delle cavie. Così: I genitori chiamano i loro figli come meglio credono, crescendo, il bambino adatta il suo volto agli stereotipi collegati al suo nome (ad esempio Bob con un viso rotondo e Veronica con gli occhiali) e così facendo rende il suo nome più facilmente indovinabile dagli estranei. Il ciclo così si chiude. 

Il nostro aspetto sarebbe, dunque, una costruzione sociale in cui il nome (e le aspettative che lo accompagnano) è importante perché è il primo marcatore sociale. Tuttavia mi sembra difficile aderire pienamente a questo studio in quanto non tiene conto degli agenti genetici determinanti. 

Così, pur presentando, lo studio, delle interessanti suggestioni, prima di Bob dal viso rotondo, mi piace pensare soprattutto al ruolo dei genitori. 

domenica 13 agosto 2017

Le luci della città accecano gli impollinatori. Un esempio qui da noi.

"Accecati dalla luce", titola Nature nella sua edizione del 10 agosto. La rivista punta i riflettori sulla minaccia dell'illuminazione notturna delle città per gli insetti impollinatori, i cui numeri sono in calo in tutto il mondo. 

https://twitter.com/nature/status/895600656991608832É l'ipotesi difesa da un team europeo in una pubblicazione on-line del 2 agosto sullo stesso sito Nature. Studiando i fiori illuminati artificialmente, i ricercatori dell'Università di Berna, in Svizzera, e il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi hanno osservato una diminuzione del 62% delle visite degli impollinatori notturni come la falena, rispetto ai fiori non "inquinati" dalla luce. Hanno rilevato anche una riduzione del 13% nella formazione della frutta in impianti situati nel centro dell'alone luminoso. 

Eva Knop, prima autrice dello studio, ed i colleghi mostrano anche che questo potrebbe avere un impatto sugli impollinatori diurni. Riducendo il successo riproduttivo delle piante, l'inquinamento luminoso porta all'esaurimento delle risorse alimentari disponibili per gli insetti impollinatori diurni. 

"I nostri risultati dimostrano che la luce artificiale di notte minaccia l'impollinazione e i suoi effetti negativi sulla impollinazione notturna può diffondersi nella comunità degli impollinatori durante il giorno, aumentandone il declino", scrivono gli autori. 
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Cerco di interpretare il disagio degli impollinatori con un esempio della mia città. Nella villa comunale vi sono due vasche con tanto di fontana che sgorga da un cumulo di pietre e svetta verso l'alto. Ma di sera avvicinarsi è fastidioso e sgradevole. Tra quelle pietre sono insinuate delle forti lampade che invece di illuminare la fontana sono dirette agli occhi dell'osservatore, rendendo sgradevolissimo fermarsi. Si potrebbe dire anche dell'illuminazione complessiva che fa letteralmente schifo e spesso mi chiedo chi ne sia il committente, il progettista, il fornitore. 

Ho più volte tentato di parlarne con qualcuno, amico o altro, ma la conversazione non attrae più di tanto. Forse perché sordi e, quindi, ciechi, per una sorta di sinestesia diffusa. Proprio l'altra sera, con un caro amico ed anche con un'amica, dicevo della 'luce come emozione e dell'estetica dello sguardo'. Sto citando me stesso. Mi fermo. Mi taccio.

sabato 12 agosto 2017

Le formiche scansafatiche abbondano. Inaspettatamente. Il 'Reddito di cittadinanza'


Contrariamente alla credenza popolare, le formiche inattive abbondano. Senza che questo rappresenti un problema per la comunità. Una sorta di reddito di cittadinanza.

http://www.sciencemag.org/news/2015/10/most-worker-ants-are-slackers
sciencemag.org
Spesso pensiamo alle formiche come modello per i lavoratori di tutto il mondo. Le Immaginiamo dedicate al loro lavoro senza sosta. Praticamente il sogno di un proprietario di una fabbrica del XIX* secolo. 

Ma studiando questi insetti operosi, troviamo che il loro modello di organizzazione del lavoro non ha nulla a che vedere con il funzionamento della formica, come la nostra idea di formica. 

Le formiche non attive, invece, sono legioni senza che questo costituisca un problema nella colonia. Come se tutte le formiche avessero una sorta di diritto ad un "reddito di cittadinanza" senza dover necessariamente tutte lavorare regolarmente. 

Uno studioso del comportamento di questi insetti e del loro tempo di attività in rapporto al loro "tempo libero", con un team dell'Università del Missouri della Scienza e della Tecnologia, il cui lavoro è stato pubblicato all'inizio di quest'anno sulla rivista Insect Science, si accorse che c'era una proporzione di "lavoratori pigri" che non funzionano come gli altri. 

La cosa ancora più sorprendente è che più la colonia è grande, più la proporzione di inattivi aumenta: il 60% di in un gruppo di 30 formiche, sale all' 80% in un gruppo di 300. Tuttavia, le formiche attive consumano molto più energia rispetto alle altre. 

Il risultato suggerisce che "il consumo di energia pro capite nel gruppo di 300 formiche è solo il 50% di quello del gruppo di 30", dice il dottor Chen Hou, che ha condotto lo studio. "Il mancato consumo di energia, di queste formiche, fa risparmiare energia alla comunità e la rendono più produttiva". 

Le formiche, quindi, eseguono il lavoro necessario per alimentare e mantenere la loro colonia, ma senza sforzo eccessivo "ottimizzando" il loro tempo di lavoro. In caso di attacco alla colonia o di urgenza per la costruzione o le riparazionl, la colonia invece mobilita i potenziali lavoratori. 

In un altro studio dellseconda metà del 2015, sulla rivista Behavioral Ecology and Sociobiology, due entomologi della University of Arizona Daniel Charbonneau e Anna Dornhaus avevano studiato il comportamento delle formiche della specie temnothorax rugatulus

Avevano notato che quasi la metà degli insetti osservati erano "specializzati in pigrizia", ​​come altri erano raccoglitori o costruttori di nidi. 

"Vogliamo dimostrare che l'inattività può esserci e che non è necessariamente una cosa negativa", (D. Charbonneau). 

Il fatto che ci sia una parte regolare di inattive fa parte degli elementi che governano il successo della colonia: flessibilità e robustezza. Quando c'è bisogno di più cibo o mancano l lavoratori, v'è l'abbondanza di formiche che possono mettersi in moto. 

É anche possibile che alcune formiche abbiano una "soglia di attività" più bassa di altre, un po' come quando un compagno di stanza lava i piatti: alcuni non possono sopportare di vedere anche un solo piatto nel lavandino mentre altri aspettano che ce ne sia una pila fino al soffitto per iniziare. Quindi, accade che siano sempre gli stessi a lavarli ...