domenica 29 marzo 2015

Non prendetevela con la depressione - Dopo l'incidente aereo parla l'esperto.

I piloti depressi vittime ulteriori dell'incidente all'A320. 
http://www.theguardian.com/world/2015/mar/28/germanwings-plane-crash-alps-depression-doctorSecondo i primi elementi dell'inchiesta sul ivcidente dell'A320, avvenuto martedì scorso sulle Alpi, il primo ufficiale responsabile dell'accaduto soffriva di "grave depressione". Molti commentatori hanno sostenuto che i piloti di linea, vittime di questa malattia, non possano volare. 

In un articolo pubblicato sabato, il Guardian riporta l'avvertimento del professor Simon Wessely, presidente del Royal College of Psichiatri (la principale organizzazione professionale di psichiatri del Regno Unito), che chiede alle autorità aeronautiche di evitare la "reazione emotiva" dopo la tragedia che é costata la vita a 150 persone. 

Dal momento che l'incidente, ha detto il quotidiano britannico, molti interrogativi sono stati sollevati circa la legislazione europea che consente ai piloti vittime della depressione di tornare a lavorare quattro settimane dopo la scomparsa dei sintomi. Il regolamento permette anche ai piloti che non hanno sintomi, ma che seguono un trattamento specifico, di volare.

https://twitter.com/wesselys
Le autorità dell'aviazione civile britannica inoltre contano 100 piloti con la depressione di cui 42 ancora in fase di trattamento medico. Così Simon Wessely spiega: 

"Affrettarsi in questo modo non è una buona idea. [...] Un evento strano e imprevedibile non è mai una buona base per la legiferare. Ho avuto a che fare con piloti affetti da depressione che, una volta guariti, sono sempre stati seguiti. I due casi che ho seguito personalmente sono stati in grado di riprendere le loro carriere senza problemi". 

"Perché non potrebbero? Il problema allora dovrebbe essere posto in questi termini, cioè dire che a una persona che abbia avuto una transizione depressiva nella propria vita non dovrebbe essere permesso di fare qualsiasi cosa. É un'aberrazione, come il fatto che ad una persona che un giorno, si è rotto un braccio, non dovrebbe essere permesso di fare qualsiasi cosa"

Il professore ricorda anche che non vi è "alcun legame tra depressione e suicidio" di questo tipo.

I risultati dell'inchiesta hanno inoltre dimostrato che Andreas Lubitz aveva anche un grave problema di vista e non gli si sarebbe dovuto permettere di volare in quel giorno. In ogni caso prima di stigmatizzare la depressione, il medico suggerisce di puntare il dito accusatore sui difetti nel processo che ha reso possibile l'incidente. 

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