domenica 29 marzo 2015

Le sedie bianche di plastica hanno conquistato il mondo.

Come la sedia di plastica bianca ha preso il controllo del mondo
Queste (comunissime) sedie di plastica bianca si trovano dappertutto, In tutto il pianeta. Possono sembrare innocue, ma la loro invadenza è un brutto segno dello stato della nostra cultura mondiale, così come sostiene Jules Suzdaltsev su Vice

Le prime sedie ad iniezione di plastica (o sedie monoblocco) sono state probabilmente progettati nel 1967 dal designer italiano Vico Magistretti e prodotto in serie per il gruppo Grosfillex ... Non si capisce proprio perché nessun brevetto sembri mai essere stato presentato. Nessuno sa quante aziende le producano o come siano state prodotte. Certamente in miliardi di esemplari ... 


Credo vada fatta questa considerazione: queste sedie sono diverse dagli altri oggetti globali (come televisori, accendini, radio ...). Così spiegò nel 2011 Ethan Zuckerman nel ​​suo blog

"... ogni oggetto suggerisce un tempo e un luogo ... La forma delle prese elettriche, le etichette, i vestiti sono indizi sul dove e sul quando una foto, per esempio, è stata scattata ... La sedia monoblocco bianca è uno dei pochi oggetti che sembra esser privo di qualsiasi contesto specifico. Vederla in una fotografia non ci dà alcun indizio circa il luogo o la data in cui è stata scattata». 

La sedia bianca è un affare, uno dei pochi oggetti singolari, senza rispetto per l'ambiente, inevitabile e non biodegradabile ... forse anche immortale! 

Tuttavia, più che un sintomo dei pericoli della globalizzazione, dice Zuckerman intervistato da Suzdaltsev (Vice già cit.), queste sedie non sono il simbolo di una perdita culturale tout court, ma quello dell'aspirazione dei popoli al benessere della cultura del consumo di Massa. Nei paesi in via di sviluppo, questa sedia non è forse diventata uno status symbol? 

La globalizzazione non è sempre omogenea, dice Zuckerman. É verosimile pensare che queste sedie simboleggino la vittoria del design moderno, i progettisti che vogliono offrire elementi che siano universali, che trascendano le culture per essere utilizzati da tutti.

"Se si pensa di creare una sedia non costosa, funzionale, facile da produrre e universalmente accettabile, al termine di un lungo processo, è molto probabile che si ottenga proprio quel tipo di sedia".

Il problema ora è come superarla? É davvero possibile? La sfida è aperta! 

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