martedì 4 aprile 2017

La città del dio scimmia, protetta dalla lebbra bianca

É questa la maledizione del dio scimmia, luogo, reliquia affascinante protetto dalla lebbra bianca. 
http://www.latribuna.hn/2017/03/19/una-enfermedad-come-carne-protege-ciudad-del-dios-mono/
Una spedizione guidata, in Honduras, nel 2015 ha aiutato a scoprire i resti di una civiltà pre-colombiana, la città perduta del dio scimmia. Ma la giungla che la protegge da 600 anni ha colpito gli esploratori con una rara infezione. Mezzo dissuasivo eccellente. 

Come l'eroe James Gray nel suo film The Lost City of Z - Z La città perduta, (dal romanzo omonimo di Davis Grann) che descrive il destino di un esploratore alla ricerca di una città perduta nella giungla, lo scrittore americano Douglas Preston ha dovuto soccombere, nel 2015, al fascino della sua ultima avventura. 

Quella di vincere una natura ostile, qual è quella della giungla dell'Honduras cercando di districarsi tra i resti intatti di 600 anni prima della civiltà pre-colombiana. 

La lezione di questa esperienza sembrerebbe essere quella della rinuncia, riporta il Daily Mail, con un'ampia documentazione fotografica, che ha raccolto la testimonianza di Douglas Preston e dice: 

"La città è protetta da una malattia mortale ed è possibile che non giungeremo mai a conoscere maggiori dettagli sulla civiltà che viveva nella foresta pluviale dell'Honduras". 

Douglas Preston trascorse otto giorni al fianco di membri di una spedizione sulle tracce della città perduta del dio scimmia, chiamata anche la "Città Bianca", che fa fantasticare gli archeologi dal 1930 ed è databile tra gli anni 1000 e 1500 dC, citata dal colonizzatore Hernán Cortés nei primi anni del XVI°secolo. 

Immersa tra le pieghe montagnose della giungla La Mosquitia, in Honduras, "questa città è famosa per ospitare una potente civiltà, scomparsa improvvisamente a causa di una 'maledizione' 600 anni fa", ci racconta il Daily Mail. 

Diverse spedizioni hanno cercato di trovarla negli ultimi decenni, senza successo. Fino a quando la tecnologia laser e i modelli 3D utilizzati dal team degli esploratori condusse nel posto giusto, nonostante una fitta giungla, grazie ad una mappatura del terreno. 

"Queste tecnologie hanno anche permesso di individuare un altro sito da scoprire", dice Douglas Preston. La spedizione ha portato alla luce alcuni tesori della mitica città, tra cui un testa di giaguaro scolpita e i resti di una piramide su una superficie di appena 2,6 km2. 

Ma le condizioni di sopravvivenza in questa giungla potrebbero trattenere, altri candidati da ulteriori esplorazioni. Serpenti dal morso fatale ed insetti estremamente molesti stanziali, che lo scrittore Douglas Preston e molti altri esploratori hanno scoperto con una brutta sorpresa al loro ritorno: la malattia della leishmaniosi mucocutanea, chiamata anche "la lebbra bianca". 

Trasmessa dal morso di una sorta di zanzara, una specie di pappataci, causa di malattie debilitanti, lesioni cutanee o di morte se non trattate. "Il parassita migra verso le mucose di bocca e naso e letteralmente se le mangia", dice Preston. Lo scrittore, come altri, ne furono affetti e raccontano i trattamenti dolorosi e portatori di gravi effetti collaterali. 

Nonostante il fascino di questa civiltà, che svanì in circostanze sconosciute, "il dio scimmia potrebbe mantenere il suo segreto per un po' di tempo ancora", conclude il Daily Mail. 
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