venerdì 11 novembre 2016

Dopo 'l'audacia della speranza', quella della 'disperazione'.

Per il New York Times, in un editoriale firmato dalla afro-americana Roxane Gay, bisognerà essere aggressivi al fine di "proteggere i più vulnerabili".
http://www.nytimes.com/interactive/projects/cp/opinion/election-night-2016/the-audacity-of-hopelessness?action=click&pgtype=Homepage&clickSource=story-heading&module=span-abc-region&region=span-abc-region&WT.nav=span-abc-region
Dopo la "audacia della speranza" slogan della campagna di Barack Obama nel 2008, ora è il momento de "l'audacia della disperazione", ha scritto l'universitaria e cronista afro-americana Roxane gay nelle colonne del New York Times ('What Happened on Election Day')

Io sono "disperata e incredibilmente delusa", lo dice come una che ammette di aver creduto fino all'ultimo minuto nelle possibilità di Hillary Clinton di vincere la corsa per la Casa bianca. "Ma non posso permettermi di appiattirmi su questa delusione". "Dobbiamo combattere". 

Abbiamo bisogno di "tirare un respiro, riaddrizzarci e adeguarci a questa nuova realtà nel miglior modo possibile", confida ai suoi concittadini. 

Dobbiamo "essere il contrappeso al nostro governo, attraverso la scrittura, le dimostrazioni e il voto (le elezioni parlamentari di medio termine), nel 2018 e (durante le presidenziali) nel 2020". 

Bisogna "proteggere i più vulnerabili tra noi", ha scritto. Per "proteggere" l'unione più perfetta', che è stato a lungo l'ideale dell'America". Roxane Gay si riferisce al preambolo della Costituzione degli Stati Uniti, in cui si afferma: "Noi, popolo, per formare una unione più perfetta". 

Prima di concludere: "Dovremo combattere con le unghie e con i denti, (anche se) non so ancora a che cosa questa battaglia sarà simile". 

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