martedì 22 marzo 2016

Il miao dei gatti nel mondo ha un suo diverso accento?

https://twitter.com/spraktidningen/status/702073159323926528

I ricercatori svedesi vogliono sapere se il "Meow Meows (miao miao)" differisce a seconda del dove vivano i miagolanti. Questo implicherebbe che si adattino alla lingua dell'uomo di quelle latidudini. 

http://www.sol.lu.se/en/person/SusanneSchotz/Per gli esseri umani, il miagolio del gatto non è scritto nello stesso modo a seconda della lingua che si parla in quel luogo. Sebbene foneticamente, tutte queste forme siano più o meno simili al miagolio.

Ma i gatti tutti emettono gli stessi suoni? 

C'è differenza a seconda della regione di residenza?

Questo è ciò che tenta di scoprire un team di scienziati dell'Università di Lund, in Svezia. La ricerca durerà cinque anni.

In pratica, si tratterà di registrare una cinquantina di gatti in due regioni svedesi con dialetti distinti: quella di Stoccolma, al centro del paese e il Lund, più a sud. Le differenti intonazioni saranno prese in considerazione (felice, affamato, arrabbiato) e questi suoni saranno confrontati foneticamente con quelli dell'altra regione. Vedremo se gli accenti saranno distinguibili. 


Se così sarà, vorrà dire che il parlare felino dipende dall'umano che incontra. Sappiamo già che la presenza dell'uomo influenza l'animale. Così, un gatto selvatico ferma il miagolio quando la madre lo respinge. Ha bisogno di più. Mentre quello domestico usa la sua voce per interagire con gli esseri umani. 

L'obiettivo finale di questa ricerca è quello di scrivere un dizionario di suoni dei gatti. Ma è anche trovare come influenziamo il comportamento di un gatto quando interagiamo con esso. Reagisce meglio quando gli si parla come ad un bambino piccolo o quando ci esprimiamo normalmente? 

Tutto questo potrebbe essere utile in futuro. Non per una chiacchierata con il proprio gatto, ma per una migliore comprensione tra le due specie. Questo potrebbe servire nei rifugi, dal veterinario o altrove. Se i ricercatori svedesi scoprono che un gatto preferisce che gli si parli come tra adulti, gli operatori sanitari potranno prediligere questo metodo di comunicazione per rassicurarlo. 

Al contrario, se riuscissimo a distinguere correttamente ciò che corrisponde al miagolare, "Apri la porta" o "non mi toccare", questo potrebbe aiutare l'uomo a rispondere in modo adeguato ai desideri del felino. 

Anche la razza dell'animale sarà presa in considerazione nella preparazione di questo dizionario, tanto più che i birmani e siamesi parlano molto.

Pareri su questa ricerca? Le associazioni di protezione animali, ma anche i normali padroni, già sanno che è meglio rivolgersi ad un gattino dolcemente, piuttosto che alzando la voce. Logico!

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