mercoledì 12 ottobre 2016

Lettera aperta di Kirk Douglas a proposito di Donald Trump nel suo 100° compleanno

Kirk Douglas (Issur Danielovitch Demsky), mito del cinema, l'American Film Institute lo ha inserito al diciassettesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. è stato uno dei primi ad indossare le vesti dell'attore, produttore, regista e, infine, dello scrittore. 

http://www.jpost.com/Diaspora/Kirk-Douglas-draws-on-his-Jewish-roots-in-comparing-Trump-with-Hitler-468443Quest'anno, lui che ha saputo incarnare Spartaco, come persona, spegnerà, il 9 dicembre, le sue cento candeline. Spesso si dice che il tempo porti saggezza e sembra che questo passo verso la saggezza finale gli abbia dato la forza di parlare di vari temi della temperie politica attuale degli Stati Uniti, quasi a un mese delle elezioni presidenziali. 

In un secolo, ha vissuto due guerre mondiali ed è venuto negli Stati Uniti, non ben visto agli occhi di tutti, soprattutto i "benpensanti". 

Attraverso queste poche parole (pubblicate dall'Huffington Post - The road ahead), della sua storia, Kirk Douglas parla dell'importanza della tolleranza, dell'ascolto di sé e degli altri e, soprattutto, del rispetto reciproco necessario ad ogni democrazia. 
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Sono nel mio centesimo anno. Quando sono nato nel 1916 ad Amsterdam, a New York, Woodrow Wilson era il nostro presidente. 
I miei genitori, che non riuscivano a parlare o scrivere in inglese, erano immigrati dalla Russia. Facevano parte di un'ondata di più di due milioni di ebrei fuggiti dai pogrom sanguinari dello Zar nel XX secolo. Erano alla ricerca di una vita migliore per le loro famiglie in una terra magica in cui credevano che le strade fossero letteralmente lastricate d'oro. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_nuovo_Colosso#/media/File:New_Colossus_manuscript_Lazarus.jpgNon si sono resi conto, prima di arrivare, che queste belle parole sulla Statua della Libertà nel porto di New York (sonetto di Emma Lazarus - foto) 'mandatemi i vostri affaticati, i poveri, Inviatemi le vostre masse desiderose di respirare libere" non si applica allo stesso modo a tutti gli americani. Russi, polacchi, italiani, irlandesi e, in particolare, i cattolici e gli ebrei sono stati trattati come stranieri, stranieri che non sarebbero mai diventati 'veri americani'. 

Si dice che non ci sia niente di nuovo sotto il sole. Da quando sono nato, il nostro pianeta gli ha girato intorno un centinaio di volte. Per ogni orbita, ho guardato il nostro paese e il nostro mondo evolversi in modi che erano inimmaginabili per i miei genitori e che continuano a stupirmi, anno dopo anno. 

Nella mia vita, le donne americane hanno ottenuto il diritto di voto e una di loro è finalmente candidata di un grande partito politico. Un cattolico irlandese-americano divenne presidente (Kennedy ndr). Forse ancora più incredibile, un afro-americano è il nostro presidente di oggi. 

Più sono andato avanti negli anni, meno mi ha sorpreso l'inevitabilità del cambiamenti e ho gioito che un tale numero di quelli che ho visto sono stati positivi.

Ma ho anche vissuto gli orrori di una Grande Depressione (1929 ndr) e due guerre mondiali; la seconda causata da un uomo che aveva promesso di portare il suo paese alla sua antica grandezza. Avevo 16 anni quando quest'uomo è salito al potere nel 1933. Per quasi un decennio prima della sua ascensione, fu preso in giro, e non lo presero sul serio. Fu visto come un buffone che non poteva riuscire a ingannare un popolo istruito e civile con la sua retorica nazionalista e l'odio.

Gli 'esperti' non lo presero in considerazione, quasi fosse uno scherzo. Si sbagliavano.

Mancano un paio di settimane, abbiamo sentito le parole pronunciate in Arizona; parole che, mia moglie Anna, cresciuta in Germania, ha trovato agghiaccianti. Avrebbero potuto essere pronunciate nel 1933: "Dobbiamo essere onesti sul fatto che tutte le persone che cercano di entrare nel nostro paese non saranno in grado di integrarsi correttamente. É nostro diritto come nazione sovrana di scegliere gli immigrati che pensiamo siano più in grado di prosperare e rifiorire qui ... che comporta nuovi test di screening per tutti i potenziali immigrati con una certificazione ideologica che garantisca che li accettiamo nel nostro paese e che condividano i nostri valori ... " (vds Trump - Phoenix).
Questi non sono i valori per i quali abbiamo combattuto durante la seconda guerra mondiale.

Fino ad ora, pensavo di aver visto tutto sotto il sole. Ma non avevo mai assistito a questa strategia della paura da parte di uno dei principali candidati per l'elezione degli Stati Uniti nella mia vita.

Ho vissuto una lunga e bella vita. Non sarò qui per vederne le conseguenze se questo male si radica nel nostro paese. Ma i vostri figli ed il mio ci saranno. Così i loro figli e i figli dei loro figli.

Noi tutti vogliamo rimanere liberi. Questo è il motivo per cui ci battiamo come paese. Sono sempre stato profondamente orgoglioso di essere americano. Per i giorni che mi restano, pregherò che ciò non cambi mai. Nella democrazia che è nostra, la decisione di rimanere liberi resti nelle nostre mani.

Il mio centesimo compleanno ricorre un mese dopo le prossime elezioni presidenziali. Vorrei celebrarlo soffiando le candeline sulla mia torta per poi fischiettare "Happy Days Are Here Again".

Come la mia compianta amica Lauren Bacall una volta disse: 'Sai fischiare, non è vero? Basta unire le labbra e soffiare". 
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Il sonetto di Emma Lazarus sulla Statua della Libertà. 

Il Nuovo Colosso

Non come il greco bronzeo gigante
Sopra ogni sponda despota predace: 
Qui, su le soglie ove son l’onde infrante 
S’ergerà la gran Donna dalla face 
Che fe’ prigione il lampo, e un nome santo 
Avrà: Madre degli Esuli. Il vivace 
Suo faro invita il mondo, e il pio sembiante 
Scruta il mar che tra due città si giace. 
Antiche terre, – ella con labbro muto 
Grida – a voi la gran pompa! A me sol date  
Le masse antiche e povere e assetate 
Di libertà! A me l’umil rifiuto 
D’ogni lido, i reietti, i vinti! A loro 
La luce accendo su la porta d’oro. 

trad di Joseph Tusiani

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