venerdì 5 maggio 2017

L'eolico aumenta in modo esponenziale-

Da sola, l'Asia rappresenta quasi il 40% della capacità eolica installata nel mondo. 
http://www.jornaleconomico.sapo.pt/noticias/energia-eolica-offshore-e-o-motor-do-negocio-137800
La forte espansione dell'eolico rappresentata da un grafico da O Jornal Economico (vedi), il giornale lanciato nel settembre 2016. 

https://4.bp.blogspot.com/-ReUOdJKQjow/WQryiAqOQzI/AAAAAAAAkIw/_fB5GZy6MEcozLgkYzFsIoEgPz89hbVmQCLcB/s1600/eolico.jpgPubblicazione di riferimento nel campo della economia, della finanza e degli affari. 

Un'intera sezione del sito è dedicata alla computer grafica, e il giornale ne ha già pubblicate diverse.
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I Greci, ripresa la navigazione, approdarono sull'isola di Eolo, che li accolse cordialmente per quasi un mese. Al momento della partenza donò ad Ulisse un sacco pieno di tutti i venti escluso Zefiro, che li avrebbe riportati in patria.

Durante il viaggio, in prossimità di Itaca, l’eroe stanco si addormentò e i compagni, pensando di trovare dei tesori, aprirono il sacco sprigionando tutti i venti scatenando una tempesta che riportò la nave al punto di partenza... (da La Repubblica).

Odissea, libro decimo (trad. Pindemonte)
L’otre nel fondo del naviglio avvinse
Con funicella lucida d’argento,
Che non ne uscisse la più picciol’aura;
E sol tenne di fuori un opportuno
Zefiro, cui le navi, e i naviganti
Diede a spinger su l’onda. Eccelso dono,
Che la nostra follia volse in disastro!
     Nove dì senza posa, e tante notti
Veleggiavamo; e già veniaci incontro
Nel decimo la patria, e omai vicini 

Quei vedevam, che raccendeano i fochi:
Quando me stanco, perch’io regger volli
Della nave il timon, nè in mano altrui,
Onde il corso affrettar, lasciarlo mai,
Sorprese il sonno. I miei compagni intanto
Favellavan tra loro, e fean pensiero,
Che argento, ed oro alle mie case, doni
Del generoso Ippotade, io recassi.
Numi! come di sè, dicea taluno
Rivolto al suo vicin, tutti innamora
Costui, dovunque navigando arriva!
Molti da Troja dispogliata arredi55
Riporta belli, e prezïosi; e noi,
Che le vie stesse misurammo, a casa
Torniam con le man vôte. In oltre questi
L’Ippotade gli diè pegni d’amore.
Orsù, veggiam quanto in suo grembo asconda
D’oro, e d’argento la bovina pelle. 


     Così prevalse il mal consiglio. L’otre
Fu preso, e sciolto; e immantinente tutti
Con furia ne scoppiâr gli agili venti....

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