giovedì 18 agosto 2016

Urgente: ricerca di insegnanti stranieri

Migliaia di posti di insegnamento sono vacanti negli Emirati Arabi. Le condizioni di lavoro sono spesso molto vantaggiose, ma attenzione a non negoziare troppo con le scuole, soprattutto se sono pubbliche. 
http://www.albawaba.com/business/teachers-high-demand-international-schools-expand-gcc-748754
Negli UAE (Emirati Arabi Uniti) mancano sempre più insegnanti, nota il quotidiano The National, a causa della proliferazione di scuole pubbliche e la massiccia assunzione nello stesso settore pubblico. Ben Glickman, fondatore e direttore di un'agenzia di reclutamento per insegnanti, dice che ci sono migliaia di posti vacanti: oltre a insegnanti di scuola primaria, costantemente ricercati, le scuole degli Emirati mancano di insegnanti di scienze, matematica e tecnologia. 

Per essere assunti, è necessario avere un titolo per l'insegnamento nel paese d'origine, un diploma che attesti la capacità di insegnare l'inglese agli stranieri e avere almeno due o tre anni di esperienza. 

Gli Emirati Arabi Uniti restano una destinazione molto attraente per gli insegnanti, spiega Eoin Bolger, direttore di una agenzia di reclutamento con sede ad Abu Dhabi: 
"Come potrebbero non esserlo? Gli insegnanti sono ben pagati, soprattutto se si guarda allo stipendio tassato nel loro paese di origine. Qui non si pagano le tasse, nessun affitto, i voli sono pagati e hanno l'assicurazione medica gratuita. Questa è una grande opportunità per chi vuole mettere i soldi da parte, oltre ad una significativa esperienza di insegnamento e di viaggio". 
Un insegnante negli EAU può aspettarsi di guadagnare circa 120.000 dirham all'anno, quasi 30.000€, l'alloggio è gratuito. Nelle scuole pubbliche di Abu Dhabi, un insegnante può essere pagato tra i 12.000 e 20.400 dirham al mese, cioè tra i 2.900 e i 5.000 €, a seconda dell'esperienza e delle competenze. 

Ma per essere un insegnante a Dubai o Abu Dhabi, vanno accettate anche alcune condizioni: "Se una scuola di Abu Dhabi offre un incarico, la trattativa va considerata 'prendere o lasciare'. Nelle scuole private, vi è la possibilità di negoziare, ma limitata", avverte Eoin Bolger. 

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