giovedì 4 febbraio 2016

Lanciare un tacchino da un campanile non è un "maltrattamento"

Un giudice spagnolo ha autorizzato questa pratica in un villaggio nel sud, dicendo che questo rituale del XIX secolo non ha influenze sull'animale. 

http://www.antena3.com/noticias/sociedad/juez-aprueba-lanzamiento-pava-cazalilla-porque-considera-que-sufre-ningun-dano_2016020100349.html

Ogni anno, il 3 febbraio, in occasione della festa di San Blas, gli 840 abitanti della piccola città agricola andalusa di Cazalilla, in ossequio alla tradizione, celebrano questo evento con il tacchino, che porterà fortuna alla persona che lo catturerà, dopo essere stato lanciato dal campanile della chiesa. 

In generale, il volatile, svolazza e si posa su qualche tetto, volando sopra la piazza in cerca di un rifugio. Alcuni residenti, secondo le immagini degli anni precedenti, quindi, salgono sulle case per cercare di appropriarsene. 

L'associazione animalista Pacma, che ha raccolto 50.000 firme per denunciare che "una festa con il maltrattamento degli animali è contro la legge", ed ha intentato una causa per vietarne la pratica. 

Un giudice regionale ha respinto la richiesta, affermando che "l'animale non soffre" e che "sembri più che dubbio che il semplice fatto di lanciare un tacchino costituisca maltrattamento di animali". 

Oltre alla corrida, Pacma denuncia regolarmente le "crudeltà" di alcune tradizioni spagnole come il lancio di una capra dalla torre campanaria di una chiesa, gettare delle anatre o far girare, con delle torce accese sulle corna, dei tori. 

Nel mese di agosto, la cittadina catalana di Roses, nel nord della Spagna, è stata attraversata da uno scandalo quando un partecipante ad un lancio tradizionale di anatre nel mare è stato filmato mentre percuoteva un militante animalista a colpi di volatile. 

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