lunedì 15 febbraio 2016

La sicurezza di internet per le escort.

É possibile garantire la loro sicurezza, attraverso il Web, quando esse si accompagnano ad altri?

http://motherboard.vice.com/read/why-sex-workers-need-the-web-to-stay-safe
Possiamo considerare i siti di escort come "bordelli di Internet?" Se non siamo colti da improvviso moralismo possiamo pensarci su e dire 'non proprio'. così come leggo su Vice del 14 scorso

"Sono riusciti a sostituire i servizi che erano precedentemente svolti dai bordelli, in una risorsa essenziale per molte lavoratici del sesso, con la creazione di un nuovo modello in cui le operatrici non hanno bisogno di dipendere da agenzie o protettori per sè e possono garantire loro clienti e sicurezza". 

Ma l'apporto della tecnologia non si ferma qui. É anche un modo per ridurre i rischi del mestiere con diversi vantaggi. 

   Garantire l'identità del clientesiti specializzati mantengono liste di "clienti potenzialmente pericolosi" Pipl.com, Google o Facebook sono alleati privilegiati. B., escort, spiega: 
"Ho falsi account sulla maggior parte dei social network, per cui, se cerco qualcuno, non vorrei trovarmelo tra i miei (o amici, suggerimenti)"

    Mantenere un confine tra lavoro e vita privata
contattare solo via e-mail, Google Voice o il servizio di VoIP per evitare l'uso di telefoni usa e getta ...

    Il pagamento digitale rimane difficile:
"Square, PayPal e Google Wallet sono scelte rischiose a causa delle loro condizioni di impiego che vietano esplicitamente beni e servizi legati al sesso". 

Le alternative sono chiamate: Paxum, Payoneer e SquareCash, "più popolare", che "ha delle condizioni generali di utilizzo più miti che non vietano esplicitamente il sesso, con un pagamento diretto sul conto bancario ed un sistema di prelievo che riduce al minimo il rischio di essere intercettati dal fondo per i lavoratori del sesso (in alcune nazioni tutto questo esiste)".

Quanto al bitcoin, è poco utilizzato a causa della complessità delle operazioni

La conclusione, secondo Vice, è che la depenalizzazione di questo tipo di servizi può probabilmente - più di tutta la tecnologia - meglio garantire la sicurezza di questi lavoratori e lavoratrici.

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