domenica 5 aprile 2015

Il 5 aprile 1722 a Pasqua, viene scoperta l'isola di Pasqua

La scoperta dell'Isola di Pasqua
Il 5 aprile 1722, l'esploratore olandese Jacob Roggeveen sbarca su di una remota isola del Pacifico. Era la Domenica di Pasqua, così la battezzò semplicemente ... Isola di Pasqua.

L'isola è la sommità emergente di un massiccio vulcanico sottomarino. A differenza di molte altre isole del Pacifico, non è protetta dalle onde da una barriera corallina e da una laguna, rendendo alla sua barca difficile l'approccio. Sul suo terreno arido di 171 km2 sopravvivevano poche centinaia di polinesiani in stato di miseria.

Gli antenati di questi sfortunati, arrivati ​​in canoa tra il 900 e 1200 dC, avevano scoperto un paradiso con fauna e flora lussureggianti, chiamato nella loro lingua Rapa Nui.

Costruirono una società prospera e perfino inventato una scrittura ideografica, il rondorongo moltiplicandosi di numero fino a diventare 10.000 o 15.000. 

La popolazione era divisa in clan, ognuno dei quali si stabilì in una delle valli secche che scendono verso il mare, per coltivare giardini e onorare i suoi morti. I resti di questi furono depositati sulla riva. 

http://nicomel.my.tripper-tips.com/photo/ahu-tongariki...les-15-moai-111099.html
Per proteggersi dal mare ostile, ogni clan aveva costruito nei pressi della riva una sorta di piattaforma di pietra formata di statue giganti allineate come in parata, impressionanti a vedersi, rivolte di fronte ai giardini ed agli abitanti. 

Il popolo scolpì le statue (moai) sui fianchi di tre vecchi vulcani dell'isola, facendoli poi scivolare giù verso le piattaforme di pietra loro destinate (ahu). Per far questo, costruirono rotaie e funi con palme giganti che ricoprivano l'isola. 

Si contano, in totale, 800 statue raffiguranti uomini e donne in dimensioni da uno a 22 metri. La maggior parte è rimasta in siti minerari, sdraiata. 256 sono state spostate e 164 sono state erette sulle piattaforme. 


 Gli europei che hanno esplorato l'isola, come Lapérouse e Cook nel XVIII secolo si interrogarono sull'arresto improvviso di questa Civiltà e il forte calo della popolazione dell'Isola di Pasqua, che gli scienziati collocano intorno alla metà del XVII secolo. 

Due teorie si oppongono, una coinvolge l'irresponsabilità degli uomini, l'altra la fatalità degli eventi in natura. 


- Secondo l'antropologo Jared Diamond, che descrive il declino della società dell'Isola di Pasqua nel suo libro Collapse (2006), i capi dei clan, che diffidavano l'uno dell'altro, divisero l'isola ed eressero statue sempre più grandi, sino a compromettere seriamente le sorti della foresta da cui prendevano le rotaie e i cavi. 

Indebolita dai tagli, la ridotta copertura forestale non fu più in grado di sostenere gli elementi e scomparve, con conseguente perdita di terreno vegetale e fauna. Vittima della penuria, la popolazione iniziò presto a diminuire.

Alla ricerca di legno per trasportare le statue e soprattutto canoe per la pesca, i clan si combatterono sempre più ferocemente. Fece la sua apparizione il Cannibalismo,. Accadeva mentre gli europei sbarcavano ... 

L'antropologo Jared Diamond vede nella tragedia dell'Isola di Pasqua il destino che minaccia la nostra civiltà nel caso in cui si dimostrasse incapace di controllare il suo sviluppo. 


- Più prosaicamente, Catherine Orliac raccolse nel 1995 dei residui combustibili nei forni degli antichi abitanti. Dall'esame di 12.000 carboni, concluse che gli abitanti, dal 1650, avevano smesso di usare la legna per cucinare accontentandosi dell'erba! 

L'archeologa collega queste osservazioni con un brutale periodo di siccità, verificatosi nello stesso tempo nel Sud Pacifico, lo testimonia il danno sui coralli. Ne conseguirebbe che gli alberi necessari per l'Isola di Pasqua con l'equilibrio economico di quella società sarebbero scomparsi a causa di questa catastrofe climatica, non correlati alla costruzione delle famose statue.

Da qui al liberarci delle nostre responsabilità nel corrente eccessivo sfruttamento del pianeta, ne passa ...

Come se la deforestazione non fosse abbastanza per loro, gli abitanti dell'Isola di Pasqua soffrirono della schiavitù e del lavoro forzato in seguito all'arrivo degli europei. Erano solo 111 nel 1877.

Nel 1888, l'isola passò sotto la sovranità del Cile. Un imprenditore diede in pasto le terre a migliaia di pecore. L'eccesso di pascolo devastò ciò che restava delle risorse agricole e relegò gli ultimi abitanti in un angolo miserabile dell'isola.

Nel 1950, varie personalità, come Thor Heyerdal, si recarono al capezzale dell'isola e ridiedero fama e onori alle sue antiche statue. Le pecore furono cacciate. L'isola lentamente ritornò alla vita. All'inizio del XXI secolo contava 4000 abitanti, metà dei quali rivendicano la loro discendenza dagli scultori dei moai. 

Nessun commento: