domenica 24 luglio 2011

"Il disordine umano raccontato a mio nipote" della poetessa e scrittrice algerina Aicha Bouabaci - Gravina - martedì 26

Aïcha Bouabaci…
«J’aimerais être un baiser pour porter la paix aux cœurs épuisés…»
«Vorrei essere un bacio per portare pace ai cuori distrutti …»

Invito alla presentazione del libro “Il disordine umano raccontato a mio nipote” della poetessa e scrittrice algerina Aicha Bouabaci (Edizioni Kurumuny, Martignano,  giugno 2011). Prefazione di Ada Donno, traduzione di Viviana Ingrosso, disegni di Rita Goffredo.
Un romanzo breve in cui l'autrice osserva e si interroga sul tema dell'immigrazione e sulla legislazione europea a proposito della misura del "Respingimento".

Intervengono:
Aicha Bouabaci, autrice del libro
Filomena D’Ecclesiis, scrittrice
Ada Donno, AWMR
Milena Fiore, ANPI

A seguire interventi poetici e musicali a cura di
Aicha Bouabaci, Loredana Savino e Sossio Banda
E proiezione del cortometraggio Farida di Natascia Abbattista


ANPI Gravina in Puglia
ARCI Muretti a secco
AWMR – Donne della Regione Mediterranea
STAKANOV film

La vicenda narrata ne “Il disordine umano raccontato a mio nipote” si svolge nella Germania dell'immigrazione più recente, ma potrebbe essere uno qualsiasi dei paesi d'Europa, compresa l'Italia. È l'ordinaria storia di un "respingimento", priva di particolari raccapriccianti come quelli a cui ci hanno abituato le cronache di Lampedusa, o della Libia, che descrivono corpi senza nome e senza storia alla deriva nel Mediterraneo. Ma dalle pieghe di una storia semplice Aicha Bouabaci, alternando la narrazione degli avvenimenti all'evocazione e alla fervida denuncia, con la sua prosa soffusa di lirismo estrae interrogativi e temi di riflessione stringenti anche per noi. Dalla sua posizione di migrante del tutto particolare è in grado di penetrare i sentimenti dei suoi conterranei magrebini migrati in Europa e condividerne umiliazioni e speranze.


Ecco una recente intervista da che ho tradotto per la circostanza.

"Mi faccio spesso grandi risate con i miei figli, solo di recente, ho riso vistosamente per la barzelletta dell’algerino, che auspicava, come una" bretella "per proteggersi dai colpi di frusta, il corpo di un egiziano, ma non per malizia… "
La felicità perfetta per te?
Se esistesse la felicità perfetta, sarebbe apprezzare, umilmente, il proprio piccolo isolotto di vita.

Il posto che ti piace di più?
quello della verità, che scopriamo nel silenzio infinito e profondo del deserto e che i privilegiati raccolgono granello dopo granello ...

L'ultima volta che hai riso di gusto?
Mi capita spesso di avere grandi risate con i miei figli e solo di recente, ho riso vistosamente per la barzelletta dell’algerino, che auspicava, come una" bretella ", per proteggersi dai colpi di frusta, il corpo di un egiziano, non per malizia. Lo preciso,  ammiro l'inventiva degli algerini in fatto di humour, nonostante tutte le prove cui sono sottoposti ...


L'ultima volta che hai ingoiato le tue lacrime?
Mia madre, anziana, 95 anni, operata di recente, ho sofferto tanto per lei ma per il suo coraggio, il suo umorismo incisivo e spesso colorato, ho deciso di ingoiare le mie lacrime e rispondere alla sua vitalità.

Cosa odi di più di tutti negli altri?
La bugia e tutto ciò che la veicola: la vigliaccheria, l'avidità, la codardia.

L’errore che perdoni con indulgenza?
Quello ispirato da buona fede, espresso con semplicità e umiltà.

Che cosa ti eccita di più di un altro
sostituirei la parola "eccita" con ‘quello che mi emoziona di più’: è la fiducia, niente più della fiducia di un bambino.

Qual è la tua più grande paura?
La mediocrità che regge il mondo ed in particolare quello della cultura!

Qual è il talento che avresti voluto?
Quello di guarire la sofferenza degli altri.

Qual è il tuo tratto caratteriale principale?
L'ostinazione per tutto ciò che riguarda i valori morali. Mai abbastanza apprezzato!

Se tu potessi cambiare una cosa nella tua vita?
Facilitare i requisiti che ho verso la vita, e me in particolare, non credo che io possa ancora sopportare impunemente tutti i problemi degli altri. Ma io non lo so ...

Qual è il tuo motto?
Andare avanti senza farsi impressionare dalla furia delle voci discordanti!

Qual è l'ora del giorno che ti ispira di più?
Mi piace l'alba e tutte le sue promesse: la luminosità della speranza, e i nuovi slanci ...

Il tuo libro preferito.
E’ Dio, nel corso del tempo, durante e dopo la vita ...
In collegio durante l’età scolare, mi si chiamava sorella del grande eloquio e ora per me la parola vale il suo peso dl suono e di segni! E' la chiave stessa del libro fondamentale che non finisce mai!

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