mercoledì 14 gennaio 2015

Charlie Hebdo non potrebbe mai essere pubblicato in Israele.

Ido Amin - Israeli News | Haaretz Daily NewspaperSe Wolinski (la cui madre era ebrea) fosse stato in Israele e avesse voluto aprire un Charlie Hebdo, avrebbe avuto un problema. L'artista israeliano Ido Amin in un testo pubblicato da Haaretz: "In Francia, la libertà di espressione è considerato un diritto universale. Ma in Israele, un settimanale come Charlie Hebdo non potrebbe esistere, sarebbe contro la legge, perché la legge vieta di "offendere la sensibilità religiosa". 

Non è una legge contro la diffamazione, l'oscenità, o il razzismo, dice Amin. "Questa è una legge draconiana molto specifica, una vera e propria legge antiWolinski. Essa vieta di rappresentare Mosè, Gesù o Maometto in un modo che possa urtare la sensibilità dei credenti". 

kapparotCi dice anche che ai fini della sua carriera, non aveva altra scelta che imparare a conoscere le leggi che limitano la libertà di stampa israeliana. "Quando ho iniziato a disegnare, non sapevo dell'esistenza di una tale regola". "L'ho scoperto anni dopo, quando la mia caricatura, pubblicata su un noto quotidiano, che criticava la cerimonia del Kapparot - che consiste nel portare un pollo sulla testa - è stata al centro di un dibattito alla Knesset". 

E aggiunge che in quel momento il ministro dell'Interno aveva accostato il suo disegno alle vignette pubblicate nella rivista nazista Der Stürmer e, su richiesta del Ministro, insieme al suo capo redattore furono sottoposti a interrogatorio. "Qualche tempo dopo, sono stato licenziato dal giornale", racconta Ido Amin. 

La legge che punisce l'offesa della sensibilità religiosa è un retaggio del Mandato britannico nella regione. 
"Ha ragione la regola britannica? Quando diversi gruppi eterogenei vivono fianco a fianco, può il rispetto per i vicini essere più sacro della libertà di espressione?", 
si chiede il disegnatore, prima di concludere "In ogni caso, è passato molto tempo da quando non faccio più vignette per guadagnarmi da vivere".

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