14 novembre, 2014

Attenzione alle alghe che rendono stupidi!

Un'alga che vive in laghi e fiumi è in grado di trasmettere un virus agli esseri umani che attacca le capacità cognitive. 

http://www.dailymail.co.uk/health/article-2827518/Found-viral-infection-makes-nearly-HALF-stupid-lasts-YEARS.html

Un virus potrebbe rendere le persone colpite, stupide, secondo i ricercatori statunitensi. Queste persone non diventano matte da legare, ma hanno più difficoltà a concentrarsi e interpretare le informazioni visive, come ad esempio una mappa. 

http://www.paleodieta.it/wp/clorella-i-grandi-benefici-di-una-piccola-alga/
clorella: nelle erboristerie
L'organismo è stato scoperto per caso nel corso di un sondaggio condotto in autunno dalla Johns Hopkins University di Baltimora, Maryland (PNAS). Il team del dottor Robert Yolken, uno specialista in malattie infettive, ha cercato di valutare il ruolo di agenti patogeni nella nascita e nello sviluppo della malattia mentale. 

Nel corso di una analisi di routine, i ricercatori hanno scoperto che il chlorovirus ATCV-1 influenza il cervello umano. L'esistenza di questo virus è noto da alcuni anni, ma questa è la prima volta che se ne scopre le tracce negli esseri umani. L'ATCV-1 viene rilasciato dall'eucariota (le cui cellule contengono il loro materiale genetico all'interno di un nucleo) dell'alga verde, clorella (foto), che si trova eminentemente nei laghi, ma non solo (ce ne sono in acqua dolce e salata). 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo virus infetta non solo i nuotatori che sono stati in contatto con le alghe. Delle 92 persone reclutate per lo studio, 40 erano portatori del virus, senza aver affatto nuotato. I ricercatori dicono di ignorare come il virus si introduca nella loro gola, dove è stata individuata in ogni caso. 

Nel tentativo di saperne di più, gli scienziati hanno iniettato l'organismo nei topi. Risultato: gli animali attaccati impiegano il 10% in più di tempo, di quanto non gli esemplari sani, di trovare la loro strada in un labirinto. Inoltre, hanno speso meno tempo a esplorarlo. La mancanza di curiosità che potrebbe essere la causa genetica dei mille cambiamenti nel cervello dopo l'inoculazione del virus, soprattutto nelle parti responsabili della memoria e dell'apprendimento. La ricerca pubblicata negli Stati Uniti dalla rivista Proceedings of National Academy of Sciences (già cit.) è solo un primo passo nello studio dell'ATCV-1. I 92 soggetti testati tutti provenienti da Baltimora, è priva di dati geografici tali da determinare con precisione ove siano stati colpiti. 

Detto questo, il lavoro del team del Prof. Robert Yolken ci da almeno due insegnamenti, ci dice le journal de l'Environnement: i virus provenienti dalle da piante sono in grado di adattarsi ed infettare gli esseri umani. Questi potrebbero avere un impatto negativo sul cervello umano, senza che tutto ciò possa essere collegato ad una malattia esistente. 

1 commento:

Francesco Zaffuto ha detto...

posso essere tentato dalla battuta “dove hanno nuotato i nostri governanti?”. Ma arrivo anche a una considerazione inquietante: in mano a scienziati senza scrupoli potrebbe diventare un’arma terribile