venerdì 26 maggio 2017

In certe parti del mondo è meglio non ammalarsi.

Dove dunque dobbiamo proprio evitare di ammalarci sulla terra? Uno studio americano ha confrontato i sistemi sanitari di 195 paesi. L'Italia si attesta al 12° posto di questa classifica (vedi tabella complessiva, nel dettaglio). 
https://www.sciencenews.org/article/global-access-quality-health-care-has-improved-last-two-decades
Sulla base di uno studio dell'autorevole The Lancet, confrontando i diversi sistemi sanitari in tutto il mondo, il sito Science News ha tracciato ed illustrato le disuguaglianze tra 195 paesi nel 2015. 

In particolare, i ricercatori si sono interessati alle "morti che si sarebbero potute evitare con una migliore cura. I problemi di costi e di organizzazione sanitaria non sono stati presi in considerazione". Si sono, in particolare, basati su 33 malattie (tubercolosi, appendicite, morbillo, epilessia, malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro ...) che oggi si è in grado di gestire. 

Essa mostra come l'Europa occidentale si comporti abbastanza bene. Con 13 paesi tra i primi 15, perchè si distingue nettamente per la qualità del sistema di assistenza. 

Andorra ha ottenuto un punteggio di 95/100, seguita da Islanda (94) e la Svizzera (92). L'Italia al dodicesimo posto con un punteggio di 88/100. Il Regno Unito e gli Stati Uniti arrivano al 30° e 35° posto rispettivamente. Nella classifica finale, fanalino di coda, c'è la Repubblica Centrafricana. 
Inoltre, lo studio sottolinea che "167 paesi hanno visto l'accessibilità ai servizi e la qualità del loro sistema sanitario aumentare in modo significativo". Finalmente una buona notizia! 

Su una lista di 33 malattie che normalmente siamo in grado di curare (tubercolosi, appendicite, morbillo, alcuni tipi di cancro e malattie cardiovascolari ...). 

Quanto al morbillo, l'Italia passerà, presumo, nell'indagine del prossimo anno, nella lista nera, grazie anche alla insensata campagna di stampa di alcune comunità. 

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