sabato 18 febbraio 2017

Sinistra Italiana al Sindaco Valente di Gravina. Prenda posizione contro recenti manifestazioni fasciste.

DOCUMENTO DI SINISTRA ITALIANA - GRAVINA 
https://news.vice.com/it/article/saluto-romano-apologia-fascismo-2016
Egregio sig. Sindaco, 
https://it.wikipedia.org/wiki/Sinistra_ItalianaPensavamo di non doverle rammentare che Lei è il primo cittadino di una città che può vantare una consolidata tradizione per cui idee fasciste e razziste non sono assolutamente accettabili. Ancor più in ragione della parte politica da cui Lei proviene. 

In una terra che si è contraddistinta per la difesa di libertà e democrazia, che vanta martiri persi negli eccidi dell’ultima guerra, che nelle alterne vicende degli uomini, comunque, ha mantenuto un tessuto sociale fondato su valori di uguaglianza e accettazione, non è comprensibile né ammissibile che si dia legittimazione a manifestazioni i cui organizzatori e i cui valori si ispirano al fascismo e all’odio.

Legittimazione che è arrivata addirittura a fregiarsi della partecipazione di un rappresentante, suo mandatario, di Questa amministrazione, offendendo in tal modo tutta quella parte di città che non si riconosce né in valori né in azioni di violenta propaganda neonazista, neofascista o xenofoba.

Né si può accedere alla facile giustificazione che non vi siano stati atti di violenza né disordini e che quella, qui deprecata, sia stata una manifestazione pacifica e lecita.

Si rammenta che la violenza prima di farsi azione è atteggiamento, rito, simboli, mitologia e, spesso, idolatria. Ci vuole poca immaginazione per comprendere dove ci si trova quando si è difronte a immagini evocanti il periodo più buio della storia dell’umanità, di affiche con simboli e leader responsabili della morte cinicamente programmata di milioni di uomini, donne e bambini. Né va sottovalutato come nota di colore il saluto romano, cui indulgono gli organizzatori e partecipanti alla suddetta manifestazione.


Contrastare le idee di odio e sopraffazione è un dovere civico a tutela della libertà, connaturato nelle costituzioni democratiche e in particolare nella Costituzione Italiana, a cui le forze politiche, proprio dai valori democratici legittimate, non possono né debbono sottrarsi.


Si immagini se poi proprio rappresentanti delle Istituzioni sfilano per la città accompagnati da picchetti marcianti a passo d’oca….

Democrazia e fascismo sono l’antitesi una dell’altro. Non è possibile dare cittadinanza a chi difende idee di violenza, permeate di sopraffazione fisica, che predicano il razzismo, il fascismo, l’omofobia, l’antisemitismo, l’islamofobia.

É necessario opporsi alla diffusione della propaganda e dell’organizzazione di forze razziste e neonaziste che nulla hanno a che fare con la libertà di pensiero. Si tratta infatti di un veleno che vediamo propagarsi globalmente soprattutto a causa della crisi, travolgendo nella disperazione vissuti e valori collettivi di solidarietà e approdando a regressioni sociali verso stati primitivi di odio e violenza, soprattutto nei confronti dei diversi.

É storia già vista. 

Le autorità preposte devono vigilare, fare quanto è in loro potere per impedire l'organizzazione di incontri della natura denunciata nei luoghi pubblici della nostra città.

Poiché nella sua veste istituzionale non ha ritenuto di adempiere a quello che sarebbe stato un suo dovere, non importa se per disattenzione o leggerezza o ancora per un malinteso rispetto della libertà di manifestazione del pensiero, Le chiediamo oggi con forza di fare venia nei confronti della cittadinanza e di prendere pubblicamente distanza dall’associazione che ha organizzato la denunciata manifestazione e da qualsivoglia altra congrega ispirata a valori incostituzionali e non degni del vivere civile.

Con Lei, auspicheremmo che la locale sezione del PD faccia altrettanto. 

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Il documento proviene dalla sede di Sinistra Italiana di Gravina in Via Vittorio Veneto 22. Emesso in data odierna e ricevuto alle ore 12,00. 

In una nota a margine del comunicato si precisa che il documento si riferisce ad una manifestazione dell'11 febbraio dedicata al ricordo delle foibe, organizzata dai "sovranisti" con circa 150 ragazzi e ragazze, durante la quale si è marciato con il saluto romano e con simboli di  marca fascista.

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