sabato 8 ottobre 2016

La guerra dei radicali islamisti al cinema. Una censura asfissiante.

Le è bastata solo la mano nella mano di un uomo nella clip di un cantante nigeriano del "Sud", ma, per l'associazione dei cineasti "Nord", era già troppo: la famosa attrice Rahama Sadau è stata "bandita a vita". 

http://www.mujallarmikiya.com/2015/10/07/kannywood-rahama-sadau-da-adam-zango-sun-samu-kyautar-city-people-awards-na-2015/"Rahama non potrà più disporre della sua carriera cinematografica in un qualsiasi film di Kannywood a causa del suo comportamento immorale permanente", secondo Salisu Mohammed, presidente dell'Associazione dei Cineasti del nord della Nigeria (Motion Pictures Practitioners of Nigeria - MOPPAN). 

Il cinema nigeriano, seconda più grande industria cinematografica al mondo per numero di produzioni, è come il suo paese tagliato in due. 

Nel sud evangelista e cristiano, Nollywood presenta le donne come cinquantenni ricchissime corteggiate dagli amici dei figli, di coppie divise perché il marito ha peccato con le giovani studentesse che seducono i loro insegnanti con le loro profonde scollature. 

Nel nord musulmano, Kannywood (dal nome della capitale nordista, Kano) di amore, vendette e tradimenti, ma le somiglianze finiscono qui: se dobbiamo rispettare i codici dell'Islam. 

Quando 12 stati del nord hanno introdotto la Sharia nel 1999, si è capito che il cinema, nel suo complesso, sarebbe stato vietato. "Ma l'industria già da lavoro a migliaia di persone", dice Carmen McCain, specialista ricercatrice americana di cinema e musica Hausa. 

Dopo diversi scandali, le associazioni locali hanno trovato un compromesso inquadrando l'industria e l'introduzione di norme di comportamento negli attori, tra queste: gli uomini e le donne non sono autorizzati a toccarsi. 

"Recitare una parte nei film di Nollywood è una prova di riconoscimento" per gli attori del Nord, continua la ricercatrice. "Quell'industria vuole esportare, ma è ancora sotto la pressione di una società conservatrice". 

"L'interrogativo è se gli attori possono accedere alle produzioni di Kannywood del Sud". 

In questa clip dell'artista ClassiQ, dal titolo "I love you", Rahama, "regina di Kannywood" incarna una venditrice di frutta e verdura al mercato, di cui l'artista si innamora.

Niente di paragonabile con le solite clip di Lagos (Sud), dove le donne "twerkent" in bikini e fanno le docce con champagne. 

Ma in "Ti amo" Classiq tocca la spalla della ragazza, prende la mano in un campo di fiori e morde il frutto proibito: una piccola melanzana verde in vendita presso la sua bancarella del mercato. 

Per MOPPAN, è stato troppo. Dopo molti avvertimenti e sospensioni di diversi mesi inflitti a Rahama, le ha vietato di girare i film prodotti nel Nord. 

"Siamo lieti che i registi abbiano finalmente aperto gli occhi", ha detto Salisu Idris, imam di Kano. "Per molto tempo si è chiesto loro di ripulire l'industria che incoraggia l'immoralità tra i giovani". 

Nei primi di agosto, dopo un intensa pressione presso il governo, la comunità musulmana radicale di Kano aveva impedito la costruzione di un centro cinematografico del valore di circa 10 milioni. 

L'attore di primo piano Ali Nuhu montò su tutte le furie, scrivendo un testo al vetriolo in un giornale locale: "Il paese Hausa (gruppo etnico di 60 milioni di persone che si estende in tutto il Sahel) non diventerà mai islamista come l'Arabia Saudita o l'Iran". 

Questo nuovo scandalo infiamma il Web, Ali Nuhu, non ha postato nulla ai suoi 96.500 seguaci su Twitter. Per una buona ragione: anche lui è nel mirino dei conservatori. 

"Ali Nuhu fatto l'amore con Jackie Appiah in un film di Nollywood, dovrebbe essere trattato allo stesso modo", come Rahama ha scritto un tale (in un impeto di retrofemminismo o invidia). 

La giovane attrice di 24 anni, ha pubblicato mercoledì una lunga lettera di scuse, chiedendo "perdono". Ma aggiunge: "toccare qualcuno qualcuno nel mio lavoro, è inevitabile". 

Questa saga dovrebbe renderla ancora più popolare, nel suo paese che attende la sua performance in una serie televisiva prodotta da Ebony, la catena televisiva del "Sud", ma diffusa in tutto il continente. 

Ne "I figli del califfo" ("Sons of the Califate"), tre giovani Hausa, abbondantemente ricchi, competono invece con il nuovo emiro. Senza dire che la serie si sia ufficialmente girata a Kano, tutto riporta alla mente la millenaria capitale dell'Islam, dove cospirazioni, la corruzione, tradimenti e omicidi alimentano le fantasie delle ricche famiglie aristocratiche del Nord. 

Rob, insomma, da far incazzare moltissimo i radicali islamisti ... Che, però, non possono punire le produzioni del sud. 

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