lunedì 29 agosto 2016

Dietro all'ombelico, il nostro secondo cervello.

Gli scienziati spiegano come il microbiota influenzi la nostra salute e il nostro comportamento. Indagini su un segreto. 

https://books.google.it/books?id=2iYaBwAAQBAJ&printsec=frontcover&dq=Giulia+Enders&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj5rMOA7-TOAhXiAsAKHW2-AHEQ6AEILDAA#v=onepage&q=Giulia%20Enders&f=falseSmettiamo di guardare gli ombelichi e osserviamo invece cosa succede dietro. Budelle, trippa, stomaco e la miriade di microbi che sembrano essere poco più di un sistema di tubazioni, inoltre sgradevole, dedicato a gestire il transito del cibo nel corpo. É il momento di restituire nobiltà a questo "organo poco amato", come dice Giulia Enders, nel suo libro divertente, L'intestino felice ovvero del fascino discreto dell'intestino (tit. originale Darm Mit Charm, pubblicato in Italia da Sonzogno), che in due anni ha fatto il giro del mondo. 

Ora dobbiamo cominciare a considerare la nostra pancia sensibile e intelligente e come, di nascosto, influenzi i nostri comportamenti ... 

Si tratta di un libro inaspettato, spiazzante, che arriva dalla Germania tradotto in molte lingue; la sua autrice ha lo stesso fascino, vivace, giovane, bionda, allegra, laureanda in medicina. É "la nuova stella della medicina e dei media tedeschi" . Il suo segreto? Giulia Enders, 24 anni, alimenta una forte propensione per le profondità intestinali umane. Le sue come quelle dei suoi vicini. 

La Germania è oggi affascinata da  Darm mit Charm. A qualcuno ricorda il capolavoro inquietante di Luis Buñuel del 1972 con Stéphane Audran e un pasto costantemente rinviato. 

Nel 2012 Giulia Enders vinse il primo premio della "Science Slam", un concorso di eloquenza scientifica, e il video della sua presentazione ha conquistato le prime pagine dei media tedeschi. La Frankfurter Allgemeine Zeitung non risparmia la battuta: "Cosa dobbiamo capire quando una bella ragazza, Giulia Enders, ha sviluppato una passione per l'intestino?" "Guardando l'intestino, ha fatto il salto di qualità: da "che schifo" a "wow", ha detto la giovane donna in una delle sue interviste. 

L'obesità minaccia il mondo, e con essa una epidemia di anoressia - bulimia. Sarà forse perchè nutriamo una passione, contemporanea, per tutto ciò che riguarda la digestione e, quindi, tutti i tessuti e gli organi che svolgono questa funzione. Darm mit Charm lavora per alimentare questa passione. Lo fa superando l'unico organismo che compone sia il titolo e che il suo fascino. Cosa sarebbero gli intestini senza quanto li precede o li segue? Al di là del titolo, è tutto-digestione. Con un approccio olistico, che comprende il contenitore ed il contenuto. 

La futura Dr. Enders propone una visita guidata privata del tubo digerente: l'esofago che "inizia il trambusto", lo stomaco "la piccola tasca di traverso", intestino tenue "zigzagante davanti al Signore", l'appendice "superflua" e l'intestino crasso "grassoccio". e in un abbraccio ancora più largo ingloba il tubo e la sua funzione in un "grande viaggio della nutrizione" che comprende occhi, naso, bocca e gola. Non evita i sottocapitoli del vomito (coraggio!) e dei lassativi. 

Eppure questo è ancora soltanto la forma. Il cuore dei propositi digestivi ci porta sul "pianeta microbico" la flora intestinale, i geni dei nostri batteri, antibiotici, probioticiprebiotici. 

Probabilmente siamo ancora ben lontani dal conoscere la misura di ciò si gioca attualmente nella scoperta molecolare di questi continenti intestinali, questo microbiota sconosciuto con cui viviamo, spesso in simbiosi. Siamo di fronte ad una sorta di rivoluzione copernicana del corpo, il passaggio da un universo chiuso (cervello) ad infinità di mondi possibili. La scoperta, anche, di nuovi percorsi che portano dalla testa all'addome e viceversa. 

Il rischio inerente all'angolo visuale scelto da Giulia Enders si trova nella vertigine della discesa nell'abisso. Per trattare meglio il suo soggetto verso il basso, per mostrarlo nelle sue molteplici sfaccettature, l'autrice arriva ad antropomorfizzare questo subcontinente interno. Lei parla del suo e noi ci sorprendiamo a pensare al nostro, in terza persona; il fatto è che facilmente siamo portati a considerarlo come un secondo cervello in diretto contatto con la corteccia centrale, intracranica, neurale. Si arriva quasi a ridisegnare le funzioni assegnate da Vienna a questo e al Super-io. Una lunga analisi del cerebro-digestivo, insomma, rimescolerebbe le carte e le fasi della oralità. Seguendo i movimenti tettonici che spostano il baricentro dagli umori fino al fegato e dal fegato al cuore, fino al cervello. Nel fare il suo mélange di un'ampia letteratura medica e scientifica, Giulia Enders è testimone della potenza dei nuovi apporti di Genetica e Microbiologia rivisitate: viviamo in simbiosi con un gigantesco sistema di flora batterica che ci alimenta e ci addomestica tutta la nostra vita. Una flora interna che ci dice tutto del nostro imbarazzo gastrico e le nostre mille e una turbe del transito. L'opinione dell'autrice è che è meglio sapere che far finta di ignorarlo. 

"L'umore cupo, la gioia, il dubbio, il benessere o l'ansia non sono solo il prodotto del nostro cranio", ha scritto. "Siamo esseri di carne, con braccia, gambe, organi sessuali, cuore, polmoni e intestino. L'intellettualizzazione della scienza ci ha da tempo impedito di vedere che il nostro 'IO' è stato più che solo il nostro cervello". Giulia Enders prova quindi a buttare tutto quanto alle ortiche, con Cartesio: per lei "Il cervello non è tutto". 

"Perché non aggiungere il nostro grano di sale alle parole di Cartesio e diciamo 'Mi sento, quindi penso, dunque sono'".

Promuovere sensibilità, sensazioni, emozioni ... Se ne sente il tempo. É anche venuto dalla terra di Koch, un omaggio a Louis Pasteur: 


"Visti al microscopio, i batteri sono piccoli punti di luce sui fondi bui. Ma insieme, sono più che questo: sono una vera e propria community che ognuno di noi porta. La maggior parte dei suoi membri sono tranquillamente stabiliti nelle membrane mucose e dare lezioni al sistema immunitario, prendendosi cura dei nostri villi intestinali, mangiano quello che non ci serve e producono vitamine. Altri sono alloggiati in prossimità delle cellule intestinali, mordono occasionalmente o producono tossine. Quando il bene e il male vivono in armonia, il male può renderci più forti e il bene prendersi cura di noi e della nostra salute". 

Al di là del tratto digestivo assomiglia ad un vero e proprio messaggio di geopolitica. 

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