lunedì 13 aprile 2015

Sotto l'ombra dei bellissimi ciliegi in fiore.

Dal Giappone all'America, si celebrano i fiori di ciliegio, presagio di primavera. Avviso per gli amanti: attenti agli occhi! 


Gaudeamus igitur, la primavera è tra noi! Ad aprile, i primi alberi da frutto fioriscono in tutto il pianeta, per il piacere dei sensi, degli appassionati e soprattutto dei fotografi. Migliaia di turisti hanno visitato lo scorso week End Washington DC, negli Stati Uniti, per assistere al festival dei fiori di ciliegio (Cherry Blossom). L'opportunità di camminare, circondati da un mare di fiori, le corsie del National Mall, lungo il viale Independance Avenue e sulle rive del Tidal Basin (bacino di marea). 

Come mai i ciliegi a Washington D.C.? Nel 1912, il sindaco di Tokyo decise di offrire 3.000 ciliegi alla capitale statunitense per sigillare l'amicizia tra le due nazioni. Oggi, i loro fiori bianchi e rosa sono uno dei più preziosi tesori della regione e il Cherry Blossom Festival è l'occasione annuale per festeggiare. 

In Giappone, il ciliegio è sacro. Il suo fiore è il più popolare, che non manca mai all'appuntamento della fioritura, per farsi guardare, ogni primavera. É il momento per celebrare e prepararsi all'arrivo della stagione calda. 

Stesse scene in Cina e Corea del Sud. Tra i tre paesi, un lungo dibattito anima conversazioni ogni primavera. Chi è il padre del ciliegio? I sudcoreani e giapponesi rivendicano da tempo la paternità, di aver dato i natali agli alberi da frutto. Recentemente, anche i cinesi sgomitano in questa battaglia, dicendo che i fiori di ciliegio hanno avuto origine nel loro paese. 

Un dibattito che non interessa agli europei, probabilmente troppo impegnati a guardare ammirati le distese di fiori bianchi e rosa, come maree colorate nei loro giardini e parchi. 

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