martedì 24 gennaio 2012

Profezie di Pierpaolo Pasolini. La classe politica. Progresso e sviluppo

Festa dell'Unità a Milano nell'estate del 1974.
In tutto il mondo ciò che si vuole dall'alto è ciò che si muove dal basso. Non c'è parola che un operaio pronunzi in un intervento che non sia voluto dall'alto. Ciò che resta originario è ciò che non è verbale: la sua fisicità, la sua voce il suo corpo.
L'antica ferocia permane (campi di concentramento ...), oltre a questa ce n'è una nuova, nei nuovi strumenti del potere, ambigua, ineffabile, abile da far sì che ben poco di buono resti in ciò che cade sotto la sua sfera.


Ma perché la classe dominante ha scisso nettamente «progresso» e «sviluppo»?. Ad essa interessa solo lo sviluppo, perché solo da lì trae i suoi profitti. Bisogna farla una buona volta una distinzione drastica tra i due termini: «progresso» e «sviluppo».

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