17 maggio, 2013

Qual è il modello di pornostar? - Quella 'tipo', il modello. Sfida le convinzioni più consumate.

La pornostar 'tipo' sfida i clichés tipici del SESSO
A chi assomiglia, insomma, la pornostar media? Un blogger ha studiato migliaia di profili di pornostar per poter rispondere a questa domanda. E i risultati del suo studio travolge tutti gli stereotipi.

Deep Inside - A Study of 10,000 Porn StarsPensereste probabilmente al tipo procace e biondo. Vi ingannate. Uno studio sobriamente intitolato "Deep Inside" dipinge un ritratto sorprendentemente asettico della stella media porno. 
Il Blogger americano Jon Millward Compulse ha analizzato per sei mesi i profili di 10.000 attrici porno su Internet Adult Film Database, il porno IMDb. E i risultati dell'analisi statistica hanno assestato alcuni colpi ai clichés sinora in voga, come osservato da Slate (“Everything You Thought You Knew About Porn Stars Is Probably Wrong.”).
Misurando la frequenza dei nomi e la media dei cognomi più comuni, ha chiamato la sua creatura Nikki Lee:

ha i capelli castani e il suo petto non supera la misura B. Alta 1 metro 65, pesa poco più di 53 chili.
 
Solo il 32,7% delle attrici porno sono bionde, contro il 39,1% di brune ed il 22,5% di carnagione scura. Le Rosse, invece, si fermano al 5,3%.

Davanti alla macchina da presa, Nikki Lee ha l'87% possibilità di ricevere almeno un 'trattamento al viso' durante la sua carriera. Il 62% delle attrici pratica il sesso 'a posteriori' ed il 53% relazioni interrazziali.

Il suo ruolo più comune è quello di "adolescente" (teen inglese), seguito da "M.I.L.F." (acronimo di Mother I'd Like to Fuck). L'età media della suocera è di 33 anni, ma il 20% di questi ruoli di donne mature sono attribuiti alle attrici più anziane, si fa per dire tra i 20 e 25 anni. Seguono i ruoli di moglie ("Wife"), poi cheerleader ("cheerleader") e l'infermiera ("nurse").
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La scarsa dimestichezza con i termini 'tecnici' potrebbero avermi indotto in una traduzione approssimativa. Le vostre segnalazioni potrebbero essere utili a correggere eventuali approssimazioni. Per approfondire servitevi dei link in questo post.

16 maggio, 2013

SYSSITIA cosa era in origine questa cosa che sembra attrarre l'attenzione di alcuni

A Gravina si sono, per il momento, conclusi i lavori di SYSSITIA, incontri per un museo diffuso (vedi fondo pagina). L'eco di questi eventi ha stimolato la curiosità per aver visto le pietre, ben presto definite 'dello scandalo', per i costi della vicenda
 photo SYSSITIA-01b.jpgStimolato dalle richieste giunte a questo blog penso di rispondere a proposito di SYSSITIA ( * ), consuetudine antica, per la formazione di greggi di persone.
Quel che segue è uno stralcio di un documento più completo scaricabile QUI'

 photo SYSSITIA-04b.jpgALCUNE RIFLESSIONI SUGLI ∞ΑΝ∆ΡΕΙΑ (leggi ANDREIA) E SULLE ∞ ΑΓΕΛΑΙ (leggi AGHELAI) CRETESI *  
INTRODUZIONE: In seno al fenomeno di diffusione, tra V e IV sec. a.C., del genere letterario delle politeiai, la “costituzione cretese”, quasi sempre in associazione con quella spartana, conobbe una grande fama soprattutto per i suoi provvedimenti sociali 
Da quanto emerge dalle poche fonti letterarie superstiti essi dovevano prevedere: formazione collettiva in associazioni di giovani tra i diciassette e i venti anni denominate aghelai (lett. greggi), istruzione limitata all’essenziale, educazione militare attraverso esercizi fisici, musica, canti guerrieri e simulazioni di combattimento, matrimonio obbligatorio appena usciti dalle aghelai e, anche per gli adulti, vita sociale regolata da antiche consuetudini, tra cui quella di frequentare gli andreia, termine utilizzato da Dosiada per indicare sia l’istituzione dei syssitia (i pasti comuni giornalieri), sia gli edifici predisposti ad ospitarli, sia le associazioni aristocratiche (etairiai) nelle quali erano divisi i cittadini. Questo quadro d’insieme, apparentemente organico e chiaro, altro non è se non il cliché di una tradizione letteraria canonizzatasi nel IV sec. a.C. (per noi rappresentata sostanzialmente da Eforo, Platone e Aristotele), nella quale rimane, oggi, difficile discernere la realtà storica dall’elogio finalizzato alla deduzione di paradigmi etici, a causa dell’impossibilità di controllare le fonti degli autori in nostro possesso. I filosofi e gli storici antichi, inoltre, discutevano di quella che essi chiamavano Κρηται΅ν πολιτεία (leggi Cretaion politeia), trascurando programmaticamente sia le differenze che pure dovevano esistere tra le varie poleis, sia gli sviluppi che gli ordinamenti dovevano aver subito negli anni. ... segue (download)
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Per l'informazione sugli eventi vedi Gravinalife:
Syssitia divide: Schittulli striglia Valente

Syssitia: la Marchetti risponde a Schittulli
 Syssitia: al via i simposi di lavoro partecipati 
Il Pd difende Laureano: "Qui non ci sono curriculum come il suo"
Chiude i battenti Syssitia


SYSSITIA - sito comune di Gravina. bando...

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per ingrandire le foto: click sull'immagine e poi successivamente sulle lenti d'ingrandimento in basso a destra

15 maggio, 2013

I gesti languidi femminili sostituiti da quelli maschili - I ruoli invertiti in un lavoro di studenti canadesi

E se i ruoli di uomini e donne fossero invertiti nelle pubblicità?
La pubblicità, a volte, anzi troppo spesso cade nelle allusioni sessiste. Le donne sono sottomesse e un po' bestie, gli uomini, invece, dominanti e virili.
il filmato: click su immagine
Tre studenti dell'Università di Saskatchewan, Canada, Sarah Zelinski, Kayla e Dylan Hatzel Lambi-Raine si sono posti alla testa di un corso sul tipo di stereotipi comuni della pubblicità, invertiti, pero', in un video pubblicato su YouTube (nel momento in cui scrivo circa 1.000.000 di contatti). 


Nell'introduzione, compilano una selezione di vecchi e recenti campagne in cui le donne non sono che degli oggetti dedicati sottomessi al piacere degli uomini. 
"Questi standard di bellezza evidenziano il modo come uomini e donne percepiscano il corpo femminile, - scrivono gli autori -, tra il 2000 e il 2009, c'è stato un incremento del 36% negli interventi di estetica per l'aumento del seno."
Sostengono anche anche che "gli uomini siano essi stessi vittime di stereotipi". Essi sono stimolati a rafforzare un modello dove siano "potenti, prepotenti e aggressivi", un " iper-mascolinizzazione irraggiungibile" con conseguente forte aumento della depressione. Questo doppio atteggiamento, della dominazione esasperata degli uomini e della sottomissione delle donne producono l'effetto, secondo loro, di contribuire a promuovere la violenza sessuale e domestica. "I media hanno un ruolo importante nel modo in cui noi vediamo gli altri e noi stessi", fanno notare.
   
Nella seconda parte del video, si sono divertiti ad imitare annunci pubblicitari, solitamente più di moda, salvo che quì le donne languide sono sostituite da uomini. Più che le parole o qualsiasi spiegazione, possono le strane sensazioni che i gesti comportano in grado di evidenziare l'assurdità delle posizioni descritte, da sembrarci maledettamente banali.

vedi anche
women


14 maggio, 2013

Non piace il nudo - rimosse le statue

IL Qatar avrebbe voluto mettere le mutande sulle statue greche
La Grecia ha ripreso possesso di due antiche statue di atleti greci che non sono state esposte nel Qatar, come previsto, a causa della nudità del loro oggetto, lo si è appreso da una fonte vicina al Ministero della cultura greca. 
Le statue sono di giovani uomini nudi, così come lo erano gli atleti olimpici dell'antichità. "Le statue sono ritornate in Grecia, - dicono gli organizzatori della mostra - Il  Qatar avrebbe voluto coprire le pudende delle statue con un panno nero". 


"Non sono mai stati esposti, ma direttamente restituiti al magazzino il 19 aprile", ha aggiunto. Le statue sono di giovani uomini nudi, così come lo erano gli atleti olimpici dell'antichità, il primo risalente al periodo arcaico (6° secolo a.C.) e il secondo è la copia romana di un atleta greco classico. 
Il Segretario di Stato per la Cultura greco Costas Tzavaras era andato a Doha il 27 marzo per l'inaugurazione della mostra presso il Museo dello Sport e dell'Olimpismo del Qatar, per aprire "un ponte di amicizia" tra i due paesi. La mostra ripercorre la storia dei Giochi, dall'antichità ai Giochi olimpici moderni, che si tiene in collaborazione con ExxonMobil Qatar, è aperta fino al 30 giugno. 

Poco dopo l'inaugurazione della mostra, il quotidiano francese Libération si era mosso per l'assenza di alcune delle sculture di nudi epoca greco-romana, durante l'apertura, in un breve articolo dal titolo "Il Qatar non può vedere scultura di nudo.
Il direttore del museo, Christian Wacker aveva poi negato qualsiasi censura. "Non c'era la censura a tutti", ha detto a RFI il 4 aprile. Qatar, rimosso dalla organizzazione dei Giochi Olimpici nel 2016 e nel 2020, si candida ad ospitare le Olimpiadi estive del 2024. Il Qatar è popolare anche in Grecia per rilanciare l'economia in recessione profonda in qualità di investitore. Nel mese di gennaio, l'emirato ha annunciato l'intenzione di investire fino a un miliardo di euro di fondi per sostenere le piccole e medie imprese greche. 
L'emirato ha anche rinnovato la sua richiesta di una gara internazionale per l'acquisizione della prestigiosa location di Atene Hellenikon, il più grande progetto immobiliare in Grecia, nel quadro della privatizzazione avviato dallo Stato greco. I due paesi hanno lanciato un nuovo comitato di cooperazione e la stampa ha recentemente riportato che l'emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani ha mostrato personalmente interesse nell'acquisto di sei isole nello Ionio.

vedi  The Guardian home   e  Libération Next
  

13 maggio, 2013

Bisogna restaurare il divano di Freud

HP 12*Il Museo Freud di Londra vuole salvare questo simbolo dell'arredamento, appartenuto al padre della psicoanalisi. Le riparazioni sono stimate in 5.000 sterline, poco meno di 6.000 euro. 
"Questo è probabilmente il più famoso divano nel mondo." per Down Kemp, direttrice del Freud Museum London, il divano del padre della psicoanalisi è un patrimonio unico. Per quasi 100 anni si è piegato sotto il peso di orrori, traumi e fobie, testimonianza delle teorie più importanti del neurologo austriaco. Nessuna meraviglia che questi lunghi anni di servizio ne abbiano modificato l'aspetto: gli avvallamenti del materasso e delle stoffe, fragili, non potevano resistere alla prova del tempo.

Inoltre, il Museo ha lanciato un appello per le donazioni: £ 5,000 dovrebbero bastare per ripristinare lo strumento terapeutico di Sigmund Freud. Il divano gli fu donato da una sua paziente di Vienna, la signora Benvenisti, intorno al 1890. Da allora, divenne parte integrante del suo lavoro e lo seguì ovunque nei suoi spostamenti, fino alla sua dimora inglese, ad Hampstead, dove si era rifugiato per scampare al regime nazista, nel 1938. 
Prima di essere denudato per le riparazioni successive, il mobile fu coperto con un tappeto di nomade Qashquai istoriato con la rappresentazione di un sogno, quale riferimento alla prima analisi freudiana materiale: la scienza dei sogni.
La casa londinese di Freud è intatta e può essere visitata, così come la biblioteca e le stanze, gestita da sua figlia, Anna, fino al 1982. 
Quì nacquero le 5 psicoanalisi
Alla sua morte diventa un museo dove si può ammirare l'imponente collezione privata della famiglia, che include un ritratto di Salvador Dalì. 
"Molti vengono qui in pellegrinaggio," dice Down Kemp. Ci sono opere, ma anche il ricordo di quelle "idee che hanno plasmato il mondo moderno". In una delle sue opere più famose, Cinque psicoanalisi, 1909, Freud teorizzò isteria, nevrosi ossessiva e bambino. Costretto dal segreto medico, trasformò i nomi dei suoi pazienti in Dora (Isa Bauer), l'uomo topo (Ernst Lanzer) e L'uomo lupo (Sergei Pankejeff), sono loro le basi della psicoanalisi, frequentatori d'onore del famoso canapé.