mercoledì 22 febbraio 2012

Essere comunisti oggi. Da un post di Bruna Giorgio.

Stavo per imbarcarmi in uno scambio di cinguettii con un follower impertinente quando ho intercettato questo tweet. Interessante perchè scritto da chi non ha vissuto, perchè giovanissima, i 'due blocchi' e il periodo della politica fondato sulle ideologie.

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cosa significa oggi essere ? COMUNISTI 2.0. Le mie riflessioni sull'editoriale di  su 


Rossana Rossanda

Un esame di noi stessi.
Che al governo una voce come la nostra non interessi è comprensibile, ma perché non interessa più ai nostri lettori? La difficoltà di fotografare la nuova topografia del sociale, le difficili condizioni di lavoro interne. Eppure è un giornale in cui, ogni giorno, si può trovare qualcosa di interessante.

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Bruna Giorgio

Anch'io, nata nell'84, del comunismo ho vissuto giusto gli ultimi strascichi, la mia è la prima generazione politicamente orfana delle grandi ideologie praticate, che ha potuto avvertire concretamente la mancanza di qualcosa che prima c'era e che col tempo andava disintegrandosi. La mia è una generazione non identificata per i sociologi, la "generazione X" propriamente detta, e sono fiera di appartenervi. 
I miei punti di riferimento politici storicamente sono stati la caduta del muro di Berlino, Seattle e ancor di più Genova, il mio personale spartiacque, il momento in cui ho capito cos'era male e cos'era bene e mi sono schierata. Già lì non si poteva parlare più solo di comunismo, il movimento era variegato, e dopo il 2001 sarebbe stato infranto in mille pezzi, per cui sulla definizione di anticapitalista (su anticapitalista il controllo ortografico di google mi segnala addirittura l'errore) come definizione ombrello potremmo essere d'accordo ma consci che allo stato attuale siamo tante monadi. Il divide et impera non fallisce mai. ...  (click sulla foto)

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