12 luglio, 2012

Eolico, royalties e silenzi diffusi - Soldi a 'palate'.

L'eolico Gratis et amore Dei.
Alcuni giorni addietro vi dissi dell'eolico e delle numerose pale in territorio di Gravina in zona Lama Colma prossime venture. 

Sull'argomento è calato ancora un silenzio a dir poco sconcertante, nello stesso modo in cui, negli scorsi mesi, è stato approvato. Oggi scoprirò di nuovo l'acqua calda parlando di royalties e degli enormi benefici, visto che ce le dobbiamo tenere, che ne rinverrebbero. 

La quantità di 'ventilatori' nella nostra zona supera abbondante_mente le venti unità (vedi), ma facciamo un rapido calcolo

Facciamo un calcolo per difetto e che le pale siano soltanto 20, sapete che sono molte di più ( vedi post precedenti). 

Essendo le pale installate di 3 MW, moltiplicato 20 (per difetto) fanno 60 MW (Megawatt) equivalenti a 60.000 KW. 

Ipotizzando un funzionamento degli aerogeneratori per la durata di 3000 ore/anno si ha una produzione di energia elettrica di 180.000 MWh equivalenti a 180.000.000 (centottantamilioni di KWh). 

In ogni civile abitazione di questo comune, si suppone vi siano installati, (pura esemplificazione) n. 600 contatori della potenza impegnata ma non (consumata) di n. 3KW. 

Ipotizzando, anche, un consumo annuale per ogni abitante del comune di 1000 KWh all’anno, avremmo che utilizzerebbero energia elettrica per una quantità complessiva di 918.000 KWh equivalenti a 918 MWh. 

La differenza tra 180.000 MWh di energia elettrica prodotta dal parco eolico, ed il consumo reale sarebbe, se la matematica non è un opinione di 179.082 MWh. 

Sia chiaro, la contabilità riportata potrebbe essere più precisa, al centesimo di euro e di KWh, se si avessero a disposizione i dati effettivi di produzione eolica considerata, ed il consumo reale utilizzato dalle civili abitazioni, uffici pubblici, imprese artigiane ed agricole, ecc. 

Proviamo a dare un valore alla produzione di energia elettrica senza considerare i costi ed i relativi ammortamenti del parco eolico posizionato sul territorio di questo comune ricco di bellezze naturali e paesaggistiche, beni archeologici e monumentali ed opere d’arte di cui tutta la regione è straordinariamente depositaria. 

Gli incassi al lordo, calcolando il valore economico del MWh a 200 euro, comprensivo del certificato verde (C.V.) e dell’energia elettrica prodotta e ceduta, ammonterebbero alla modica cifra di 36.000.000 di euro (trentaseimilioni) equivalenti a 69.705.720.000 (sessantanove miliardi e rotti delle vecchie lire). 

La differenza tra gli introiti miliardari prodotti dal parco eolico e la spesa complessiva dei cittadini, dal consumo ipotizzato di 918 MWh, il cui costo dovrebbe essere calcolato sulla tariffa e le varie imposte richiamate nella “bolletta” individuale di ogni utente è stratosferica. 

Non voglio dilungarmi ulteriormente dico semplicemente che un buon amministratore non può e non deve aspettare che gli 'incendi scoppino' ma provvedere in tempo prima di andare a far vacanze, pasquette, promenade e cazzate varie. 

Quello delle pale eoliche, prima ancora che per i produttori, è infatti un business per i comuni, che incassano royalties direttamente commisurate al fatturato degli impianti: si va dall’1,3 a più del 2 per cento in media, dicono all’Anev , ma i gruppi più agguerriti promettono fino al 15 per cento pur di veder evasa la pratica, salvo poi rivendere l’autorizzazione per centinaia di migliaia di euro a gruppi in grado di gestire gli impianti. 

Gli esperti valutano che un impianto di media potenza costituito da una sola pala produca un margine lordo di oltre due milioni e mezzo di euro. E impianti da un’unica torre non esistono da nessuna parte. 

Fare i conti non è difficile
Nel grande gioco del vento, però, i comuni non sono i soli a guadagnare: guadagnano, e subito, gli agricoltori e i proprietari terrieri in genere che accettano di privarsi per 25 o 30 anni di parte dei loro possedimenti per consentire l’erezione dei giganti del vento. 

I dati dicono che l’affitto ai colossi dell’eolico frutti dai tre ai cinquemila euro al chilowattora, ossia sei volte più della “integrazione comunitaria” per la produzione del grano. 

Se tutto ciò è vero, come è vero, Dove andrà a finire questa montagna di soldi. Oppure è finita già da qualche parte? 

Così rispondo alle perplessità di alcuni miei lettori che si facevano domande sull'eolico e su quelli che fino a qualche giorno fa erano contro. 
Contro tale potenza di fuoco siamo impotenti. 

5 commenti:

Unknown ha detto...

http://www.gse.it/it/Qualifiche%20e%20certificati/Certificati%20Verdi/Rilascio%20e%20ritiro%20certificati/Pages/default.aspx

Unknown ha detto...

http://www.romagnaenergia.it/ita/news/40-PREZZO_DI_RITIRO_DEI_CERTIFICATI_VERDI_PER_L%E2%80%99ANNO_2012.html

Unknown ha detto...

qua si trova più o meno tutto...
http://www.mercatoelettrico.org/It/

Unknown ha detto...

a proposito della parte di articolo di fianco al simbolo ANEV:
la quota parte che viene erogata al possessore del terreno (contadino o altro che sia) è in base alla Potenza installata e quindi kW-kiloWatt-; è un errore grossolano parlare di kilowattora giacché essa è una misura dell'energia e poi è variabile nel tempo,dal momento che il vento o il sole sono fonti aleatorie...altrimenti perché si userebbe fare campagne anemometriche di minimo un anno?
Alcuni contratti, che prevedono un funzionamento annuo di max 2000 ore (3000 ore si trovano in Finlandia o capo horn, forse), riportano dei meccanismi di premialità anche per i possessori dei terreni, nel caso in cui le ore di funzionamento annuo equivalenti(è evidente che il vento nn abbia sempre stessa intensità, perciò nn produce sempre al massimo della potenza dell'aerogeneratore) siano superiori di quelle previste.
Qualche costo? circa 2 M€ per MW insatallato (solo l'affito delle gru costa dai 20mila ai 40mila euri al giorno), più costi per le reti, sottostazioni di trasformazione,altre cabine di trasformazione, concessioni,fideiussioni....senza contare tutti gli sforzi per la fase di progettazione, contrattazione, negoziazione etc...

Unknown ha detto...

nonostante ciò, è comunque un business in cui vi possono entrare solo le banche che tramite i fondi (a loro volta propinati ad investitori pubblici e privati che credono nella green economy)finanziano tali operazioni.
Sta poi all'amministratore pubblico che ha tale fortuna da gestire, capire come agire nell'interesse pubblico:p.es. utilizzando parte delle royalties per riaggiustare le strade comunali poderali, piccole opere irrigue, bandi per le zone boschive, infrastrutturazione...magari molte di queste misure possono essere a partecipazione privata 50-50...così il privato se ne prende cura...
dare un bonus energia è uno specchietto per le allodole, magari lo si può usare per l'illuminazione pubblica+ utenze da tutelare...
Ma se si consuma solamente, nn risolveremo il problema della nostra società...in questo modo, con una attenzione alla sostenibilità delle azioni di tutti i giorni, potremo salvare gli habitat o la Terra (perkè NO!) e risparmiare tante di quelle risorse "sprecate o sperperate" che potrebbero essere tranquillamente reinvestite o lasciate ai nostri figli.
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Ciao Beppe