04 dicembre, 2014

La razza. umana al suo epilogo. Cederà il passo ai robot superintelligenti. Parola di Hawking.

L'intelligenza artificiale "potrebbe porre fine alla razza umana"

L'astrofisico britannico Stephen Hawking ha lanciato un avvertimento: lo sviluppo dell'intelligenza artificiale potrebbe significare la fine dell'umanità. 

http://www.bbc.com/news/technology-30299992
In un'intervista alla BBC, lo scienziato ha detto che l'intelligenza artificiale potrebbe evolvere rapidamente e oltre l'umanità stessa, uno scenario simile a quello del film "Terminator". 

"Le prime forme primitive di intelligenza artificiale si sono già dimostrate molto utili. Ma penso che lo sviluppo di una intelligenza artificiale completa potrebbe terminare la razza umana", ha detto il professore in questa intervista.

"Una volta che gli uomini avranno sviluppato l'intelligenza artificiale, questa provvederebbe da sola a ridefinirsi sempre più velocemente", ha detto. 

"Gli esseri umani, limitati da una lenta evoluzione biologica, non sarebbero in grado di competere e sarebbero sopraffatti", ha detto Stephen Hawking, considerato uno dei più brillanti scienziati viventi. 


Affetto dalla malattia di Lou Gehrig, più nota anche come sclerosi laterale amiotrofica o SLA, Stephen Hawking, costretto su di una sedia a rotelle, parla con l'ausilio di un computer. 


Rimane comunque favorevole alle nuove tecnologie di comunicazione e ha detto di essere stato uno dei primi ad essere "connesso" al debutto internet. 


Stephen Hawking ha detto che Internet ha portato nel contempo rischi e benefici, citando un avvertimento dal nuovo capo dell'agenzia delle intercettazioni britannico GCHQ, che internet è diventato un centro nevralgico di comando per criminali e terroristi. 


"Le aziende di Internet devono fare di più per contrastarne la minaccia, ma la sfida è farlo senza sacrificare la libertà e la privacy", ha sostenuto l'astrofisico di 72 anni. 


Inoltre ha detto Martedì scorso che il suo sistema di comunicazione, perfezionato dal gruppo statunitense Intel, sarà disponibile gratuitamente per la comunità scientifica nel gennaio 2015. 


Pur accogliendo con favore il progresso, lo scienziato ha detto di non voler cambiare la sua voce robotica, che deriva da un sintetizzatore originariamente progettato per un servizio di elenchi telefonici. 


"Questa voce è molto chiara, anche se un po' robotica. E' diventata il mio marchio distintivo e non la cambierei per una voce più naturale, con un accento britannico", ha detto alla BBC. "Direi piuttosto che i bambini che hanno bisogno di una voce sintetizzata ne vogliano una come la mia".
 

Le donne sterilizzate con una pompa. Tragico, incredibile, allucinante!.

Donne indiane sterilizzate con una pompa di bicicletta.
Un medico indiano ha ammesso di usare regolarmente le pompe per gonfiare l'addome delle donne durante le operazioni di sterilizzazione nelle aree rurali. 

http://www.hindustantimes.com/india-news/odisha-doctor-uses-bicycle-pump-for-sterilisation/article1-1291767.aspxSembra che la parola scandalo sia decisamente insufficiente a descrivere i fatti nello stato del Chhattisgarh, dopo la morte di 13 donne nel corso di una sterilizzazione di massa. L'Hindustan Times del 2 dicembre rivela un nuovo caso che evidenzia la scarsa igiene, soprattutto nelle zone rurali. 

Un medico ha infatti utilizzato una pompa da bicicletta per gonfiare l'addome di 56 donne che hanno dovuto essere sterilizzate nello stato di Odisha Venerdì. "Le pompe di bicicletta sono spesso utilizzate perché non vi sono sofisticati apparecchi chirurgici nelle nostre campagne", si è giustificato il medico Mahesh Prasad Rout, dichiarandolo al quotidiano. "La punta del tubo e l'ugello della pompa sono sterilizzati prima dell'uso", ha commentato. 

La stampa ha anche scoperto che queste procedure mediche non avevano avuto luogo in una sala operatoria, ma in una camera qualunque. Una inchiesta è stata ordinata dalle autorità sanitarie. "Le sanzioni saranno poi applicate di conseguenza", ha detto il segretario di stato alla salute della regione. 

Alla notizia, gli abitanti del villaggio infuriati, hanno saccheggiato l'ospedale. 

L'India è ancora traumatizzata dalla recente morte di 13 donne a seguito di una sterilizzazione di massa esercitata su 83 pazienti. Un rapporto di ispezione indipendente è stato rilasciato il 2 scorso. Esso rivela che il chirurgo ha utilizzato gli stessi guanti e gli stessi aghi per tutti gli interventi. Ci sono voluti solo 90 minuti per prendersi cura di tutte le interessate. (calcolo semplice: poco più di un minuto a paziente. Allucinante!). 

La sterilizzazione è uno dei metodi più diffusi di pianificazione familiare in India. 

03 dicembre, 2014

I tatuaggi della Generazione Y e la crisi di identità.

La crisi d'identità sotto l'inchiostro.
Il tatuaggio non è più un modo per mostrare chi sei, ma per definirti meglio. Offre la possibilità alla Y Generation di essere ancorata a qualcosa di più costante in un mondo che cambia. 

http://www.theatlantic.com/health/print/2014/11/the-identity-crisis-under-the-ink/382785/
Secondo una recente stima, il 20% degli americani è tatuato. Di questi, il 40% sono della Generazione Y, che secondo The Atlantic è intorno ai 18-33 anni

Questa generazione è quella che condivide le sue foto, racconta la sua vita e rappresenta sulla scena dei social network la propria personalità, dice la rivista statunitense. Le reti, che inevititabilmente dobbiamo affrontare, ci pongono inesorabilmente di fronte alla domanda: chi sei. 

Ma se "per alcuni l'interrogativo è liberatorio e offre l'opportunità di raccontarsi partendo da una pagina vuota, per gli altri, la molteplicità di opzioni è paralizzante. In entrambi i casi, la modernità richiede di dichiarare la propria identità con convinzione, sia che l'abbiamo definita, sia che non l'abbiamo fatto". 

Una generazione, dunque, che sta lottando per trovare la sua stabilità. Ma cosa c'è di più difficile che costruire in un mondo in costante evoluzione? Proprio in questo contesto i tatuaggi non sono più solo un modo per "mostrare" la propria identità, ma per "definirla". Il tatuaggio non è un ornamento o un'affermazione, diventa un elemento di stabilità, un pennarello indelebile. 
"Per coloro che studiano l'identità, la nozione di permanenza è di fondamentale importanza", spiega The Atlantic, che si basa principalmente su uno studio condotto da tre ricercatori della University of Arkansas (Anne M. Velliquette, Jeff B. Murray, Elizabeth H. Creyer). Abbiamo bisogno di elementi permanenti intorno a noi, di posizionarci nei loro confronti e di sviluppare un "mito personale" che ci permetta di dare un senso alla "memoria del nostro passato, alla percezione del nostro presente e la nostra proiezione nel futuro". 

Tra questi elementi: il nostro ambiente, le nostre storie, i nostri ricordi, ma per alcuni anche alcune istituzioni come la religione, il lavoro o la famiglia. Altri si rivolgono agli oggetti, come una macchina o una casa. "Ma i giovani della generazione Y sono una specie separata. Privata della maggior parte dei punti di ancoraggio, tra cui i genitori, hanno utilizzato modi diversi per creare i loro miti personali, a volte faticano a trovare stabilità e permanenza". I tatuaggi sono un modo, così, "per dimostrare a se stessi e agli altri che questo mondo che cambia, non ci sconfigge. La prova è lì sotto gli occhi di tutti". 

Il tatuaggio, praticamente, come una narrazione personale. È interessante notare che una volta che il passo e compiuto, è raro vederlo limitato ad un solo modello, conclude la rivista. "Quasi la metà dei tatuati colleziona tra due e cinque tatuaggi e il 18% di loro ne ha almeno sei". Il tatuaggio è quindi più di una fotografia, è una narrazione. "Le persone invecchiano con i loro tatuaggi e possono viaggiare con loro in una sorta di percorso del tempo personale, dall'inizio alla fine semplicemente navigando sulla loro pelle con un polpastrello"

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L'uccello dei Talebani, non è una bomba.

Uccello soltanto e non bomba volante.
Emozione in Afghanistan, dove la polizia ha ucciso un uccello che si pensava fosse dotato di esplosivi. 

Le autorità di Kabul sospettavano che i talebani usassero uccelli per trasportare bombe. Le forze di polizia hanno sparato ad un pacifico volatile disintegrandolo con i proiettili

https://twitter.com/Rahmat64655838/status/538750435092602881

Non c'era affatto ragione per preoccuparsi, secondo l'Istituto ornitologico (Vogelwarte). Si trattava solo di un trasmettitore per il monitoraggio degli uccelli spesso utilizzato dagli studiosi del mondo animale.

"L'animale aveva un'antenna, come si vede nelle immagini, utilizzata per proteggere le specie in via di estinzione", dice il biologo Adrian Aebischer di Friburgo nel numero 2 di dicembre di Blick

http://it.dreamstime.com/fotografia-stock-ubara-asiatica-image42501769
La stazione ornitologica utilizza un hardware simile. Per quanto riguarda l'anello sulla gamba del volatile sfortunato, vittima degli uccellatori afghani, mostra che il bipede apparteneva a una specie seguita da un progetto per proteggerla, aggiunge il biologo.

La vittima era una Ubara asiatica, una specie di fagiano, che può arrivare fino a 65 cm di lunghezza e pesare più di tre chili. Si tratta di una specie molto timida e riservata che evita gli esseri umani e gli edifici, dice Michael Schaad, portavoce della Stazione. 

02 dicembre, 2014

L'Italia prima tra i paesi con il numero maggiore dei siti Patrimonio dell'Umanità.

http://www.rcservizi3.it/fornovecchio36/wp-content/uploads/2014/08/patrimonio_culturale_def.pdf

Tra i siti che si distinguono per l'UNESCO, l'Italia - e più in generale in Europa - è la cultura a far la parte del leone. 

La designer spagnola Monica Serrano, laureata presso l'Istituto di Arti Visive di Jerez, ha lavorato per diversi giornali spagnoli, regolarmente pubblicati sul Corriere della Sera. Questa infografica è stata pubblicata nella sezione il club della Lettura, supplemento del quotidiano, lo scorso agosto. 

Essa mostra il dominio dei siti europei preponderante nella lista del patrimonio mondiale dell'United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO). Dei 1007 siti classificati, l'Europa ne conta 365. Basta cliccare sulla foto in alto per raggiungere la pagina del Corriere ed ingrandire l'immagine. Qui il quotidiano titola:
Non lasciatevi fuorviare da chi sostiene che ospitiamo il 50, il 70 o l’80% del patrimonio mondiale. L’unico dato incontrovertibile è che nessun Paese ha più siti Unesco del nostro, nient’altro.