01 settembre, 2011

Gravina, consiglio comunale, 31 agosto. Approvato bilancio di previsione per il 2011.

Consiglio comunale 31082011

Quando gli annali della storia di Gravina descriveranno questo periodo una breve nota forse dirà che il giorno 31 agosto il bilancio di previsione (sic!) per l'anno 2011 è stato approvato con 18 voti favorevoli, 11 contrari, 2 assenti. Le effemeridi di questa città non potranno che limitarsi a questa breve citazione. Ma se un professore come Franco Amodio si accingesse a scrivere un nuovo 'Apprezzo della città di Gravina ...' le cose certamente si complicherebbero. Ieri ho assistito alla celebrazione del consiglio comunale (celebrazione forse è una parola grossa), che ha visto per l'ennesima volta sospendere i lavori, dietro cortese invito del sindaco, per mancanza di numeri nella maggioranza. Accadeva a tarda notte (riprenderanno oggi alle ore 15,00, a Dio piacendo). 
Non è più una novità che questa amministrazione non venga suffragata da solida maggioranza, si trascina da lungo tempo in questo stato, nonostante i numeri, giustificando come crisi momentanea quel che di fatto è una debolezza strutturale della compagine. Il sindaco Giovanni Divella, persona squisita e di riconosciuto spessore morale, sembra avere rinunziato da tempo a far valere queste qualità soggiacendo alla temperie nebulosa d'intorno, spronato soltanto ' ... da interessi di bottega, faccendieri, mediatori, carpentieri e allibratori ...' (gli epiteti spesso sono più duri ed irriferibili). Le accuse vengono dai banchi dell'opposizione e anche da fette sempre più ampie dell'opinione pubblica che si dichiara 'pentita' di aver gratificato con il proprio consenso tale 'consorteria', '... cosa spinge un sindaco a resistere a queste maggioranze variabili? ...'
Il dottor Divella, però, non è solo in questa dura e comune reprimenda '...l'ultima cosa che puoi fare è tassare l'aria che respiriamo...' ho ascoltato all'indirizzo dell'assessore al bilancio... e poi al presidente dell'assemblea accusato di fare del consiglio comunale una proprietà privata.

' ... E' una guerra tra bande ... in questa maggioranza...' ho anche acoltato sempre ieri durante l'assise. Conosco bene quasi tutti i protagonisti di questo momento storico gravinese da Tonino Masiello, a Michele Lamuraglia, da Lorenzo Tremamunno a Giuseppe Prezzano, da Giuseppe Peragina a Leo Vicino, tutti stimati professionisti e politici di lungo corso, inequivocabilmente, ma costretti a dare vita ad una città senza volto, senza futuro, deuteragonisti o involontari comprimari di risse vere e proprie (ieri ne sono stato testimone). Forse perchè 9 gruppi consiliari sono troppi per metterli d'accordo? C'è forse una forza sconosciuta che li costringe a questo? In un momento di crisi violenta come quella che attanaglia la città, l'Italia, l'Europa ed il mondo intero non è proprio tempo di banalità, di risse, di giochi pericolosi. 
L'approvazione di un bilancio di previsione per il 2011 approvato il 31 agosto del 2011 è la cifra esatta di un metodo, la chiave di interpretazione di un sistema. 


Ma anche qui il termine sistema diventa eufemismo.
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Aggiornamento pomeridiano leggilo su Gravinalife:
La seduta del Consiglio a distanza di pochi minuti passa da valida a non valida
Il numero legale si è improvvisamente eclissato
Che cosa ha fatto cambiare le carte in tavola?

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